<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744</id><updated>2012-01-24T14:23:13.937-08:00</updated><category term='narrativa'/><category term='Paterson'/><category term='buddhism'/><category term='Lacan'/><category term='books'/><category term='immigration'/><category term='politica'/><category term='art'/><category term='sessantotto'/><category term='emigrazione'/><category term='theatre'/><category term='arte'/><category term='storia'/><category term='surrealismo'/><category term='Giappone'/><category term='novarubedo'/><category term='novel'/><category term='ecologia'/><category term='literatura'/><category term='Chicago'/><category term='surréalisme'/><category term='racconto'/><category term='unità'/><category term='romanzo'/><category term='littérature'/><category term='surrealism'/><category term='filosofia'/><category term='Nihon'/><category term='IWW'/><category term='ecology'/><category term='christianity'/><category term='libri'/><category term='poesia'/><category term='New York'/><category term='università'/><category term='politics'/><category term='buddismo'/><category term='theater'/><category term='philosophy'/><category term='nippon'/><category term='poésie'/><category term='literature'/><category term='tale'/><category term='letteratura'/><category term='novela'/><category term='roman'/><category term='teatro'/><category term='Japan'/><category term='oriente'/><category term='history'/><category term='poetry'/><category term='libertà'/><category term='spiritualità'/><category term='Stati Uniti'/><category term='poesía'/><category term='psicoanalisi'/><category term='Auden'/><category term='fiction'/><category term='Italia'/><title type='text'>novarubedo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>22</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6649835624621635206</id><published>2011-12-17T03:41:00.000-08:00</published><updated>2011-12-17T07:40:15.724-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novarubedo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='books'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poésie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theater'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theatre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>“La grazia sufficiente” e le strade dell’uomo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata su&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bibliotecagiapponese.it/2011/12/02/la-grazia-sufficiente/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Bibliotecagiapponese.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Vi fu un tempo, nel medioevo, in cui i dotti e i pensatori disputarono alacremente circa il numero di angeli &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;capaci di danzare sulla punta di uno spillo. Non si trovò una soluzione univoca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alcuni secoli più tardi, in un’Europa che vede il Rinascimento cedere al Barocco, lo sguardo dei dotti s’alza al cielo e va a frugare nell’imperscrutabile volontà divina, per cercare risposte alle nuove inquietudini suscitate dalla diffusione del protestantesimo. Chi può un giorno aspirare alla gloria post mortem? Varranno qualcosa le opere di bene, i lunghi digiuni, le interminabili litanie, o è sufficiente la grazia concessa dal Signore? Dio nel segreto ha già stabilito i prescelti per il Suo regno, e dunque nessun gesto umano è in grado di mutare la sorte assegnata?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Le contese teologiche ben presto si legano a quelle politico-economiche e, dal cuore del Vecchio continente, raggiungono persino le sponde del Giappone, arcipelago noto tra il Cinquecento e il Seicento per le merci rare e preziose che offre ai mercanti intrepidi pronti a sfidare oceani e tempeste pur di accaparrarle. Baruch Dekker – ci racconta Giancarlo Micheli nel suo denso romanzo La grazia sufficiente (Campanotto, pp. 117, 2010) – è uno di questi. Ebreo olandese che ha abbandonato famiglia e patria sin da bambino pur di confondere il suo destino con quello dei flutti, giunto all’apice della sua carriera come capitano, finisce per naufragare rovinosamente nella baia di Nagasaki.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Da quella che pare esser la sua fine si origina invece una nuova vita, segnata dall’avventurosa ricerca del conterraneo Deyman – ora al servizio dello shogunato dei Tokugawa – e, soprattutto, di un complesso equilibrio con una cultura ermetica a partire già dai suoi caratteri di scrittura, capace però di dispiegare con generosità le sue meraviglie a tutti coloro che le si accostano con riverenza. Simile a un Ulisse che ben conosciamo, il navigatore intraprende il viaggio per le lande orientali negli anni in cui, nelle sue terre, sta nascendo un più celebre Baruch, destinato a divenire uno dei fondatori della filosofia moderna. Il cammino – che copre larga parte della prima metà del XVII secolo, una delle ere più travagliate della storia nipponica – è costellato di lotte fra clan rivali, persecuzioni contro i missionari cristiani, astuti espedienti e colpi di scena, ma rivela anche imprevedibili bellezze, impreziosite da una grazia tutta umana: le raffinatezze del teatro Nō, la squisita fattura dei versi del Kokin waka shū, la profondità incommensurabile dei testi degli illuminati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;A questa storia, con somma naturalezza, si intreccia quella novecentesca di Taisho, giovane di umili origini, ma fiero del suo modesto lavoro per la buona causa del Monbushou, il ministero imperiale promotore di un’educazione rispettosa dei principî tradizionali nipponici, nel contempo attenta ai moderni valori occidentali. La sua esistenza è scandita da piccole cose: la livrea da usciere ben stirata, il passo marziale e un poco ridicolo, la ciotola di riso consumata in compagnia dell’amata madre, devota al culto del marito ucciso in guerra per la grandezza del Giappone. Il ricordo paterno perseguita Taisho che, schiacciato dai sensi di colpa, si arruola volontario, pronto a sacrificare la sua vita combattendo contro i cinesi per il controllo della Manciuria (avvenuto nel 1931), in nome di un imperatore e di un paese che ripagano la sua devozione con un regolare salario da soldato e una baionetta per compiere onorevolmente seppuku (il suicido rituale) in caso di prigionia. Ma qualunque nobile gesto nelle sue mani sembra però destinato a tradursi in una malinconica e goffa pantomima, dal momento che Taisho, a dispetto del suo appellativo – intrepretabile fra l’altro come “grande vittoria” e “sonora risata” – non sa esser soddisfatto di sé: lo stato richiede obbedienza, l’ordine sociale rigore, la famiglia virtù, ed egli non è in grado di onorare tutto ciò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La grazia sufficiente, sotto la veste di romanzo, nasconde in realtà un consistente midollo filosofico e spirituale. E’ un’opera colta, elaborata, a tratti impervia, dalle pagine levigate con acuta perizia. E il linguaggio – tanto cesellato e preciso da mostrare talvolta resistenze al lettore impaziente – custodisce tra i suoi termini ricercati, le sue volùte ampie, le sue inclinazioni inattese, un tesoro che va al di là dello stile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Questa lingua senza tempo è fatta per raccontare una storia senza tempo: quella dell’anima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Tra cantieri navali chiassosi e monumentali a ridosso dei mari del Nord, in piccole stanze chiuse da tatami e shōji, nelle baie meste dove riposano i naufraghi sognando il mare con una preghiera salata tra le labbra disseccate, in qualunque luogo e epoca, l’uomo ha sempre interrogato la propria coscienza: cosa ha valore e, soprattutto, cosa esiste davvero? La libertà di scelta, o l’esser prescelti da un destino casuale, celeste, beffardo, quale che sia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per la salvezza è necessaria la grazia sufficiente racchiusa in un benevolo sguardo divino, o quella ancor più rara dell’animo che – come giunco o stilla d’acqua – accetta serenamente la sua sorte, finita e inquieta. Perché, sebbene “[...] la via suprema non [abbia] nome e il discorso supremo non [abbia] parole”, la sola Via reale è quella che percorriamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Anna Lisa Somma&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;amazon.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;bol.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ibs.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;webster.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;libreriauniversitaria.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.abebooks.it/servlet/BookDetailsPL?bi=2865692304&amp;amp;searchurl=an%3DMicheli%2BGiancarlo%26ph%3D2"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;abebooks.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;﻿&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/yMTMx_ZbHnk/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6649835624621635206?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6649835624621635206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/12/la-grazia-sufficiente-e-le-strade.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6649835624621635206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6649835624621635206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/12/la-grazia-sufficiente-e-le-strade.html' title='“La grazia sufficiente” e le strade dell’uomo'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-2343359429800749922</id><published>2011-12-17T03:13:00.000-08:00</published><updated>2011-12-17T06:34:11.320-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecology'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='philosophy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='history'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politics'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologia'/><title type='text'>La mano invisibile</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/la_mano_invisibile"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Arcipelago&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(n.55, maggio-giugno 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La dimostrazione, incontrovertibile dal punto di vista etico quand’anche non la si potesse dedurre con scientifico rigore, del fatto che la “mano invisibile”&lt;span style="font-size: small;"&gt;*&lt;/span&gt;, ad opera della quale, stando agli assunti dell’economia classica, i comportamenti economici individuali sarebbero composti in una “naturale armonia di interessi”, sia la mano di un carnefice, la si può trarre, oggi, ricorrendo ad un minimo di ragionevolezza, cui negli animi che si conservino umanamente sensibili fa purtroppo da contrappeso un massimo d’orrore, a partire da un’analisi spassionata delle politiche energetiche che il presente dominio del capitalismo finanziario globale adotta ed impone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alcuni necessari presupposti storici e tecnici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Al principio del novecento gli utilizzatori di corrente elettrica usufruivano di servizi alimentati per ciascuna utenza da generatori autonomi: disponevano di generatori indipendenti le società dei tram, le fabbriche che iniziavano ad impiegare motori elettrici, i singoli edifici pubblici o commerciali. Un certo Samuel Insull, presidente della Chicago Commonwealth Edison, intuì per primo che, tramite la creazione di installazioni dove l’elettricità fosse prodotta in maniera centralizzata e quindi distribuita a ciascuna utenza, i costi produttivi sarebbero stati abbattuti in virtù dell’aumento del fattore di capacità&lt;span style="font-size: small;"&gt;**&lt;/span&gt;. L’opera della “mano invisibile”, da cui egli si lasciò guidare in assoluta trasparenza, garantì a quell’onesto uomo d’affari non solo i proventi per condurre una vita agiata e confortevole ma anche i più gloriosi appannaggi che gli meritarono un posto negli annali della storia industriale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La fine del mondo è in atto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Secondo i dati della IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia) che riassumono la ripartizione tra le varie fonti nella produzione mondiale di energia elettrica, mentre dagli anni ’70 ad oggi l’impiego dei combustibili liquidi (petrolio) è andato drasticamente declinando in ragione delle ben note vicissitudini di mercato, la componente relativa ai combustibili solidi (carbone) ha registrato invece un incremento. Non senza apprensione si deve constatare come l’attributo “fossile”, che nella terminologia chimica o geologica designa correttamente le sostanze su cui si basano tali processi produttivi, conservi immutata la sua pertinenza anche quando lo si voglia metaforicamente riferire alla più effimera scala temporale della storia dell’industria, la quale ebbe i propri albori giusto con l’introduzione della macchina a vapore, circa due secoli or sono. Una “tecnologia fossile” alimenta, pertanto, tutti gli spettrali fasti ipercinetici che, alla velocità della luce, le reti di ultima generazione veicolano da un capo all’altro dell’omologato mondo capitalista. Questo non basterebbe ancora a gridare allo scandalo e alla catastrofe, se non fosse che le emissioni di anidride carbonica non avessero perso un solo istante da quei tempi d’esordio della gloria industriale per far crescere la propria concentrazione nell’atmosfera terrestre, fino a raggiungere gli odierni livelli di 380ppm&lt;span style="font-size: small;"&gt;***&lt;/span&gt;, ormai quasi due volte più alti di quelli contenuti nell’aria respirata dai primi esemplari di homo sapiens e da tutti i loro progenitori nella genealogia biologica. Ora, a dispetto di ogni prudenza di esperti ben remunerati per gettare acqua su un fuoco che pare destinato a divampare fino alle dimensioni di un olocausto in piena regola, anche un mero calcolo economicista dovrebbe bastare a far comprendere che ai conseguenti sconvolgimenti climatici e antropologici non si riuscirà a porre rimedio con alcuna ingegnosa e sagace tecnica di esternalizzazione dei costi. Ma, forse, ci stiamo lasciando prendere la mano dal pessimismo. Torniamo, allora, alle attendibili statistiche ufficiali della IAE. Dagli anni ’70, quelli della prime dirompenti crisi petrolifere, ad oggi, le fonti energetiche che hanno visto un considerevole incremento del loro peso relativo rispetto al totale dell’energia elettrica prodotta sono la nucleare, passata dal 3,3 al 13,8%, e il gas naturale, dal 12,1 al 20,9%; appare evidente come la seconda non risolva affatto i problemi intrinseci che sono propri alle tradizionali risorse “fossili”, ai quali aggiungono quelli inerenti a più alti costi di estrazione e a più bassi fattori di capacità, mentre della prima ciò che ci sentiamo di dire è che pure qualora incidenti della gravità del recentissimo di Fukushima non avessero a ripetersi, per grazia di Dio o del caso, una soluzione efficace per lo smaltimento dei residui radioattivi appare ben al di là delle attuali capacità e conoscenze umane. Non esiste dunque rimedio? La specie umana è condannata a minare, tramite il volonteroso ed incessante corso dei processi storici ed economici, le basi della propria stessa sopravvivenza? Ad esaminare i dati con cura, si riscontra che, in effetti, anche le fonti rinnovabili (eolico e solare) sono cresciute, dallo 0,1 allo 0,7%.; ma da qui a credere che l’intervento provvidenziale della “mano invisibile” sopra ricordata possa compiere a breve ciò che in trent’anni ha avviato in forma tanto timida e in proporzioni tanto microscopiche passa la medesima distanza che sussisterà sempre tra uno sguardo lungimirante e quello di un visionario. Pertanto questo mondo, almeno questo che ci hanno insegnato a conoscere fino ad oggi, pare essere giunto ad una fine irrevocabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un sano ritorno al principio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;È chiaro come il sole – il quale d’altronde non potrà fornire l’elettricità necessaria per ameni ed ecumenici surfings su social networks up-to-date, né quella sufficiente per stipulare on-line lucrosi contratti con paesi emergenti vecchi e nuovi o per altri impieghi liberi ovvero utili, a meno che ciascuno non assuma su di sé la responsabilità di pesare con le proprie azioni e scelte sulle improrogabili trasformazioni che soltanto un rinascimento umano e democratico, rivoluzionario e internazionalista, sarà in grado di portare a compimento – è chiaro come il sole, dunque, che una reale ed efficace evoluzione delle politiche energetiche globali non potrà essere realizzata laddove l’unico criterio di decisione rimanga quello dei profitti, individuali o variamente collettivi, comunque si voglia preventivarli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;* “Una mano invisibile che promuove una finalità che non era implicita nell’intenzione di nessuno” Adam Smith, &lt;em&gt;An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations&lt;/em&gt;, W. Strahan and T. Cadell, London 1776 (tr.it. &lt;em&gt;La ricchezza delle nazioni o Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni&lt;/em&gt;, Newton Compton, Roma 1975).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;** Si definisce fattore di capacità di un impianto il rapporto tra l’elettricità effettivamente prodotta e quella che sarebbe stata prodotta, nello stesso tempo, con un funzionamento alla massima potenza operativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;*** &lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Ppm, parti per milione: unità di misura utilizzata in chimica per misurare la concentrazione di un elemento in una miscela. La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre produce effetti sulla sua temperatura (effetto serra) e, di conseguenza, sui fenomeni climatici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-2343359429800749922?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/2343359429800749922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/12/la-mano-invisibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/2343359429800749922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/2343359429800749922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/12/la-mano-invisibile.html' title='La mano invisibile'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-4124126479734919851</id><published>2011-10-07T06:34:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T06:36:12.754-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fiction'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Affetti collaterali</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;racconto pubblicato su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/affetti_collaterali"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Zeta - rivista internazionale di poesia e ricerche&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(Anno XXXIII, n.2 - 2011)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;L’impianto di condizionamento dell’aria disperdeva nell’ufficio un flebile bramito di parti meccaniche che, docili e affidabili, adempivano la loro necessaria funzione. Da mesi il caldo non dava tregua. I climatologi non si avventuravano in pronostici azzardati. La posizione anomala che, durante quell’estate, aveva assunto l’anticiclone delle Azzorre non consentiva il raffronto con condizioni rilevate in precedenza, cosicché i modelli matematici, non potendo essere alimentati da dati comparativi attendibili, non erano in grado di minimizzare gli errori di calcolo. Era possibile che il fenomeno si esaurisse nel giro di qualche giorno, ma avrebbe potuto anche protrarsi per settimane, forse per mesi interi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il presidente allentò il collo della camicia con gesto sollecito, facendo scorrere due dita sull’apprettatura della stoffa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“C’è poi qua una lettera di ringraziamento del comitato delle vittime del sisma” gli riferiva il suo segretario personale, volgendo su di lui uno sguardo di deferente competenza mentre reggeva tra le mani il plico della posta giornaliera. “Io ben conosco la probità di sua eccellenza. Sono persuaso che ella vorrà concedersi il meritato piacere di esaminarla soltanto dopo aver sbrigato le faccende… più spinose. Suggerirei, dunque, di passare oltre.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“Senza dubbio” avallò il presidente, cui l’insistente ronzio del condizionatore cominciava a dare davvero fastidio, fino al punto da indurlo a temere che il suo disagio potesse appalesarsi all’interlocutore. Con perturbante lucidità egli si rendeva conto del proprio imbarazzo. Da qualche tempo accadeva ogni giorno, più o meno a metà del mattino, quando il presidente avvertiva con chiarezza un mutamento nel rumore che si sprigionava dall’apparecchio. Ecco, sì… come se le frequenze più alte venissero all’istante abbattute, di modo che, d’un tratto, la vibrazione diveniva cupa, minacciosa. Lo stesso accadeva con il rumore delle onde, sulla spiaggia, quando, molti anni addietro, il padre lo portava in villeggiatura sul litorale e sedeva a guardare il tramonto assieme a lui, fumando in silenzio. Accadeva dopo che il sole era disceso all’orizzonte al di sotto di una certa quota, in quel preciso istante… o, forse, con un impercettibile ritardo. All’improvviso l’onda batteva sulla riva in maniera diversa, fragorosa e cupa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“Faìt dabin dë sté ansissì ansem a ‘l me masnà” risentiva la voce pacata del genitore, e ne era vieppiù infastidito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“Sono oltre venti anni che questa Compagnia figura tra i primi dieci sostenitori del nostro partito” argomentava intanto il segretario, senza dare alcuna avvisaglia di aver notato il crescente disagio in cui egli andava sprofondando, come il presidente poté constatare con momentaneo sollievo. “Mi permetto di suggerire che conferire loro un premio di fidelizzazione appare la scelta opportuna… e lungimirante.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“E quei problemi con la giustizia? Non corriamo il rischio di offrire il fianco ad attacchi insidiosi?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“La corte internazionale deciderà per l’archiviazione del caso. Abbiamo ricevuto piene assicurazioni in tal senso.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“E la stampa?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“Un semplice caso di corruzione in uno Stato africano e qualche minima violenza collaterale non sono di sicuro ciò di cui i direttori dei quotidiani vanno in cerca per incrementare le vendite, tanto più quando hanno da cavalcare la psicosi collettiva per l’ondata di caldo e tutto il resto. Inoltre, gli uomini del nostro apparato vigilano con la consueta ed esemplare riservatezza. Non corriamo alcun pericolo.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;“Bene… mi faccia vedere.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;In quel preciso momento la suoneria del telefono privato del presidente emise una serie di note cristalline del suo tema preferito, quello del brano &lt;em&gt;Uf dem Anger&lt;/em&gt; dai &lt;em&gt;Carmina burana&lt;/em&gt; di Carl Orff. La solare espressione con la quale egli accompagnò il gesto con cui raccolse l’apparecchio dal ripiano della scrivania, nonché quella ancor più raggiante che gli si stampò sui lineamenti una volta che ebbe letto il messaggio appena ricevuto, furono tali da fugare ogni preoccupazione sul suo umore e sulla salute del suo animo, quand’anche il solerte segretario ne avesse nutrite. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Rinvigorito e senza tergiversare, il presidente appose la sua firma sulle carte che il funzionario gli aveva consegnate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Prima di congedarlo, lo trattenne ancora un istante sulla soglia della porta: “Ancora una cosa… può impartire disposizioni affinché la signorina Mione sia ammessa nel mio studiolo privato… diciamo tra una mezz’ora?”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Con un reverenziale e minimo cenno di assenso il segretario uscì, e il presidente rimase solo nell’ufficio percorso dalle lente vibrazioni emesse dal condizionatore d’aria, che adesso egli non percepiva ostili e inquietanti, bensì cullanti e benevole. Reclinò il busto contro la spalliera della poltrona e socchiuse le palpebre. Lo invase allora una sensazione di profonda beatitudine. Ecco che egli vede la signorina Mione entrare sorridente e incedere verso di lui, avvolta in una veste leggera quanto i petali del fiore di bellezza e gioventù che ella è.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Irretito in tale stato di sublime benessere il presidente sistemò comodamente i lombi sopra l’imbottitura anatomica, e la sua mano scivolò a slacciare la cinghia della cintura; ed ecco che la schiena lucente e glabra della signorina Mione si china in mezzo alle gambe del presidente ed egli ne scorge scapole e clavicole alzarsi e abbassarsi come le dune di un deserto nel soffio di venti tenaci e vigorosi. Mentre la signorina continua a dispensargli quell’irripetibile piacere, il presidente sente un grande fiore crescere tra le labbra di lei. Un grande fiore dai petali bianchi che, presto, troneggia solitario al centro della sterminata distesa di sabbia, innalzato fino al cielo terso e puro. Il presidente ode il fruscio della sabbia farsi di attimo in attimo più intenso e confondersi all’accelerato battito del suo cuore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;All’improvviso, senza che di ciò fosse data alcuna avvisaglia, il cuore cessò di battere, mentre il presidente si gettava a capofitto nella corolla di quel fiore tanto desiderabile e mentre un coro di vergini accompagnava con il canto i suoi estatici imenei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-4124126479734919851?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/4124126479734919851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/10/affetti-collaterali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/4124126479734919851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/4124126479734919851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/10/affetti-collaterali.html' title='Affetti collaterali'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-1050017529305418522</id><published>2011-10-07T06:12:00.000-07:00</published><updated>2011-10-07T06:35:25.000-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novarubedo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='books'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poésie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theater'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theatre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>La grazia sufficiente (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://mangialibri.com/node/9127"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Mangialibri.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(Settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Taisho si reca di buon mattino verso il Medical College Center di Nagasaki. Cammina speditamente immerso nei suoi pensieri, cerca di non rallentare la sua andatura per non giungere in ritardo: un uomo deve essere sempre ligio ai suoi doveri. Figlio di contadini, ha perso il padre durante il conflitto russo-giapponese, ha abbandonato il suo paese natale e ha un lavoro come inserviente del Monbushou, il Ministero dell’Istruzione. Ed è proprio lì, al Medical Center, che Taisho ha la possibilità di ascoltare le parole di Ishiwara, tenente colonnello dell’esercito e nazionalista convinto, e si arruola per la guerra in Manciuria (che si concluderà con l’instaurazione del Manciukuò, protettorato giapponese in Cina, cui sarà posto come governante-fantoccio il deposto e ultimo Imperatore Pu Yi)… Baruch Dekker, capitano di marina olandese di origine ebraica, è naufrago sulle coste di Nagasaki. Siamo in un periodo storico completamente diverso: l’olandese giunge in Giappone alla metà del ‘500. Il capitano, dopo numerose traversie, lascerà il suo lavoro per la Compagnia delle Indie e assieme a sua moglie Netsaki e al figlioletto Aikyo si imbarcherà verso il Mar cinese orientale alla ricerca di fortuna…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Due storie lontane nel tempo e nello spazio, ma legate da un filo rosso: quello della “grazia sufficiente” in cui la salvezza futura si esplica nelle vicende presenti dei due protagonisti alla luce di un disegno di cui nessuno conosce il perché e la cui trama è svelata solo in controluce lasciando la possibilità al lettore di cogliere i nessi possibili. Giancarlo Micheli ci regala un romanzo complesso: lo stile è prezioso, raffinato, erudito. Il plot è incalzante e denso di continui rimandi che rendono la narrazione round robin. La conoscenza dell’autore del mondo orientale non fa che incuriosire il lettore e offrire continui spunti per approfondire la nostra conoscenza di una cultura così lontana da quella che permea la nostra vita quotidiana. Passato e presente si mescolano e si amalgamano con sapienza. Micheli si rivela una voce interessante e non banale del nostro panorama culturale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Serena Adesso&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Amazon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Bol&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ibs&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Libreriauniversitaria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.leggere.it/?e=9788845611339#Scene_1"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Leggere.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/gwYMl1vnaUw/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gwYMl1vnaUw&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/gwYMl1vnaUw&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;un video tratto dal capitolo IX del romanzo "La grazia sufficiente" (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli; lettura di Ilaria Pardini&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-1050017529305418522?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/1050017529305418522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/10/la-grazia-sufficiente-campanotto-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1050017529305418522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1050017529305418522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/10/la-grazia-sufficiente-campanotto-2010.html' title='La grazia sufficiente (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-1003537504689422834</id><published>2011-07-04T09:56:00.000-07:00</published><updated>2011-07-04T10:04:10.660-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novarubedo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='books'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poésie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theater'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theatre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>Micheli: La grazia sufficiente</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Micheli: La grazia sufficiente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/micheli_la_grazia_sufficiente"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Erba d'Arno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(n.123, inverno 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;«Di tutte le cose che soddisfano i suoi bisogni l’uomo attribuisce il maggior valore a quelle che meno gli sono indispensabili». È uno dei tanti aforismi che punteggiano il testo di Micheli. È un aforisma dal sapore orientale, quasi una massima confuciana, ma è anche una sentenza occidentale, che contiene una critica implicita al capitalismo che in occidente ha avuto i propri albori. Due personaggi: un giapponese Taisho, che studia per conformarsi al modello occidentale, e un olandese, Baruch, che vivrà in Giappone ed assumerà gli usi e i costumi del luogo. La scena principale del romanzo è posta a Nagasaki, città che, a distanza di pochi anni da quelli in cui si svolgono le vicende narrate, rappresentò il punto di impatto più devastante nell’incontro tra Occidente e Oriente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il libro offre un ricchissimo campionario di tali luoghi d’incontro e rovesciamento, uno dei quale è proprio la ricchezza, intesa in senso occidentale, sotto la categoria della quantità, ma non disgiunta da una correlativa accezione orientale, quale ricchezza interiore e dissipazione di essa. La ricchezza è anche la cifra più evidente della concrezione stilistica dell’opera. Quello del Micheli è uno stile ricercato, minuzioso, alto, dove ricorre un continuo utilizzo di vocaboli desueti, non perché arcaici ma perché esclusi dall’uso quotidiano della lingua; vi emerge un tentativo di riportare la nostra lingua a una ricchezza che le è propria, giusto in un momento in cui si sta, ovvio costatarlo, terribilmente impoverendo. La grazia sufficiente è il terzo romanzo del Micheli; chi conosca i precedenti sa delle difficoltà che si incontrano nell’affrontarne le prime pagine, e sa anche del piacere che si prova ad andare avanti, sa della facilità con cui, una volta che si sia acquisita familiarità con i modi narrativi dell’autore, si voglia impazientemente arrivare all’epilogo e come, guardandosi poi indietro, si rimanga estremamente grati alla ricercatezza e al non svilimento di parole che costituiscono il valore della lingua italiana. Tipico dello stile del Micheli è un continuo, quasi ossessivo, accoppiamento di sostantivo e aggettivo, spesso di sostantivo e aggettivi. Scrive Cesare Pavese nel Mestiere di vivere: «Anche se proviamo un palpito di gioia a trovare un aggettivo accoppiato con riuscita a un sostantivo, che mai si videro insieme, non è stupore all’eleganza della cosa, alla prontezza dell’ingegno, all’abilità tecnica del poeta che ci tocca, ma meraviglia alla nuova realtà portata in luce». Il valore della prosa del Micheli risiede esattamente nella capacità, dispiegata in ogni frase e in ogni periodo, di portare alla luce nuove realtà, dapprima linguistiche ma che si trasformano, poi, in nuove realtà prettamente percettive. Alla conclusione della lettura di un romanzo di Micheli traiamo una percezione dell’esistente estremamente più ricca di quanto ci era compagna prima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Anche dal punto di vista narrativo riscontriamo una analoga abbondanza di temi e di strutture. Due personaggi indipendenti, l’uno reincarnazione dell’altro, forse, si incontrano in maniera sfumata, in sogno, un ricongiungimento onirico. Si incontrano nuovamente, forse, nel capitolo conclusivo. Tutto ciò avviene in forme e stati di coscienza molto vicini a quelli che Esiodo attribuisce a Hypnos, figlio della Notte e fratello della Morte. Qua il sogno è soglia privilegiata tra la realtà presente ed una ulteriore. In tal senso si potrebbe dare allo stile di Micheli la definizione di realismo onirico, così come di onirico realismo si compone la narrazione della Cabala. Anche nella struttura narrativa de La grazia sufficiente ritroviamo due serie parallele e tra di loro intrecciate: ancora una volta Occidente, nella precisione linguistica e dei riferimenti culturali, e Oriente, nei concetti portanti di possibilità e dissipazione. Talvolta sembra che la storia prenda una certa via, ma subito dopo ne imbocca invece una diversa e non prevedibile. Personaggi che sembrano poter essere coprotagonisti svaniscono poi nel nulla, proprio come nel sogno, proprio come nella vita, nella realtà. La cifra che caratterizza i personaggi del romanzo e le loro relazioni non è l’equidistanza, di consuetudine e stampo occidentali, bensì la equiprobabilità; non è la mezza misura, la medietas, la mediocritas, ma piuttosto una fluttuazione attiva, un movimento che si dispiega di nuovo come in sogno, ancora una volta come nella realtà. Il movimento nella filosofia orientale è un processo, una via; la parola Tao significa ciò: la via. Il filosofo taoista Meng Zi scrisse: «Si lede il Tao se ci si attiene all’uno, se si accoglie un principio e se ne trascurano cento». &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;La logica del discorso filosofico orientale non è di tipo razionale (ratio), che ripartisce, ma è una logica sfumata, che si gusta e si lascia sciogliere sulle papille gustative della mente o dell’anima. Nel pensiero orientale esiste il contrario della verità, ma non è, come in occidente, la falsità; è piuttosto la parzialità. Non vero è ciò che non riesce ad abbracciare tutte le possibilità dell’esistente. Si tratta, dunque, di un tipo di logica del tutto contraria a quella esclusiva (non contraddizione, terzo escluso) su cui si fonda il pensiero occidentale da Aristotele in poi. Tale logica è invece inclusiva, ogni possibilità è mobile e fluttuante, e ricompare ovunque lungo tutto il romanzo di Micheli. Auguste Blanqui, rivoluzionario nizzardo che fu internato nella prigione dello Château d'If in seguito al fallimento della Comune di Parigi di cui era stato membro, ebbe un’idea assolutamente orientale, che più tardi Nietzsche riprese nella propria concezione dell’eterno ritorno e che può rischiarare bene l’intreccio narrativo adottato da Micheli. Scrive Blanqui nel breve saggio del 1871 L’éternité par les astres: «Esiste una terra in cui ogni uomo segue la strada che il suo sosia ha disprezzato nell'altra. La sua esistenza si sdoppia in due globi diversi, e poi si biforca una seconda, una terza volta, migliaia di volte. Possiede così dei sosia identici e incalcolabili varianti di sosia, che sono la stessa persona moltiplicata, ma che condividono solo dei frammenti dello stesso destino. Tutto ciò che si sarebbe potuto essere quaggiù, lo si è altrove, da qualche altra parte». Un’idea visionaria e terribilmente affascinante: altrove continuano a vivere le possibilità che qui abbiamo scartato. Questo sapiente utilizzo del concetto di possibilità è anche il merito che si deve dare a un libro come La grazia sufficiente, al cui autore dobbiamo essere grati per un testo di tanta ricchezza in un momento di così buia povertà culturale, un testo tanto ricco da dissipare, tanto onirico da mostrare che il reale è costituito da molteplici e diversi possibili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Stefano Busellato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;amazon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;bol&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ibs&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;libreriauniversitaria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;pianetalibri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;﻿&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/gwYMl1vnaUw/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gwYMl1vnaUw&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/gwYMl1vnaUw&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;dal capitolo IX del romanzo "La grazia sufficiente" (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli; lettura di Ilaria Pardini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-1003537504689422834?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/1003537504689422834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/07/micheli-la-grazia-sufficiente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1003537504689422834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1003537504689422834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/07/micheli-la-grazia-sufficiente.html' title='Micheli: La grazia sufficiente'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-145081559161491648</id><published>2011-07-04T09:44:00.000-07:00</published><updated>2011-07-04T10:11:17.326-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novarubedo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='books'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poésie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theater'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='theatre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>Il mito americano tra sogno e realtà</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Il mito americano tra sogno e realtà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/il_mito_americano"&gt;Quaderni di Farestoria&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(anno XII - n.3, settembre-dicembre 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Poeta e scrittore, ma anche critico e traduttore, ricercatore aperto alle sollecitazioni delle più diverse tendenze e dei multiformi linguaggi dell’arte contemporanea, Giancarlo Micheli , viareggino, è un artista “per vocazione”, come lo definisce il decano Manlio Cancogni che nella prefazione a questo suo secondo romanzo, Indie occidentali, ne sottolinea la “meticolosa cura artigianale” della scrittura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Una qualità di cui Micheli aveva già dato prova nella sua ‘opera prima’ di ampio respiro, Elegia provinciale, pubblicata per i tipi della collana Mediterranea dell’editore Mauro Baroni di Viareggio nel 2007.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Allora la vicenda, fra storia e finzione, ruotava tutta attorno alla vita del maestro Giacomo Puccini e alle ‘sue’ donne (la moglie Elvira, la focosa Fosca, la giovane Giulia, l’affascinante Sybil) – soprattutto attorno ai dubbi angoscianti sul suicidio della servetta Doria Manfredi, che con quel gesto intendeva affermare la propria illibatezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Era quindi un romanzo storico e biografico, una love story, un’analisi di coscienza e delle coscienze, infine un vero e proprio romanzo giallo che sulle rive del lago di Massaciuccoli si consumava in un sapiente gioco di equivoci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;E Puccini, – ora al Metropolitan di New York per riscuotere, pagato il prezzo della “vita della ragazza”, il “meritato successo”, per sé e per lei, alla prima della Fanciulla del West il 10 dicembre 1910 –, è il pretesto per accendere i riflettori sulla simbolica e “bronzea figura” della statua della libertà che vicino a Ellis Island accoglie le speranze di “quanti tessono la trama del mondo possibile, l’arte alla vita”, come si legge nella dedica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Si tratta di una giovane coppia di sposi, Erminia e Aurelio, emigranti nell’America del sogno utopistico all’inizio del ’900, sullo sfondo dello sfrenato sviluppo industriale e delle lotte sindacali degli Industrial Workers of the World.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Una vicenda umana, come quella di tanti “disperati” che “avevano voluto venire all’america, imbarcati nelle stive, nelle sale macchine, nelle pance gravide dei bastimenti” (p. 36), seppure mitigata dal fatto che al loro arrivo i due protagonisti hanno le possibilità economiche per gestire un piccolo bar in Mulberry Street a Manhattan, anche se il quartiere non è dei più raccomandabili e la clientela è fatta di diseredati “scavezzacollo”: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Li aveva presi il vento, quello dei fortunali d’inverno, che porta via nel suo turbine stregone armenti e lupi, e li trascina lontani, al di là delle montagne azzurre. Se ne erano partiti con la dote dei bei corredi di lino, che le donne di casa sbrigavano dai tiretti del canterale, cosicché tutto un brivido di lavanda infebbrava la purezza degli imenei, e li inghirlandavano i fiori del pesco e l’aurifera primavera dei sessi. L’america era stato agio e intravisto splendore, conquistato diritto a sfilare per viali di opulento gaudio, tangenti a paradisi di anglofoni numi&lt;/em&gt; (p. 17).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Ma anche disumana, perché la loro “ingenuità” e “ignoranza delle dinamiche violente e spietate che informano i rapporti nella comunità che li accoglie” (e Aurelio sa bene che “oramai era giusto che sui treni ci salisse da mascalzone quale aveva scelto di essere”, p. 63) saranno punite dal racket con l’attentato al bar e con l’incendio della loro modesta, ma dignitosa casa popolare in cui muore la mamma di Erminia. Dovranno, allora, emigrare ancora e, questa volta, lottare per sopravvivere: prima, negli stockyards (i mattatoi) di Chicago e poi, nelle industrie tessili di seta a Paterson nel New Jersey.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;In questa altalena tra bene e male, fiducia e sfiducia, entusiasmo e depressione, i due ragazzi si rendono conto di quanto fosse “sottile l’argine che proteggeva la serenità di ciascuno dalla marea della disperazione e della miseria” (p. 73) e approdano: lui, alla fede politica e alla partecipazione attiva all’azione del sindacato “affinché a Eugenia [la loro bambina ancora piccola] fosse accordato un futuro diverso, e più felice” (p. 167); lei, alla fede scientista della Church of Christ, dove il calore umano e la comprensiva accoglienza le fanno assaporare il diritto a una vita libera e indipendente, di Verità e di Amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;La finzione narrativa, che con un finale a sorpresa si concluderà proprio a Ponte a Moriano, nella Valle del Serchio lucchese, dove era iniziata una trentina di anni prima (ma tutta l’azione ha sempre un andamento circolare, anche in America dove da New York si torna a New York!), e la documentazione storica, incentrata sull’idea di democrazia libertaria internazionalista e rivoluzionaria del movimento sindacale operaio e ricostruita soprattutto sull’attività dei setaioli di Paterson tra il ’12 e il ’13, sono i due capisaldi con cui Micheli si prefigge&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;di districare il roveto dei fatti a partire dalle radici reali di un’esistenza possibile, portatrice di una sua essenziale ricchezza di gioia e di dolore, unita alla catena di una durevole trama, i cui anelli non siano deboli e forti, bensì irripetibili e originali, come in verità sono stati ogniqualvolta l’uomo è sorto all’essere nelle sue azioni&lt;/em&gt; (p. 96).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;E lo fa riuscendo ad amalgamare, nel fluire del racconto, il linguaggio quotidiano dei protagonisti con le espressioni del loro dialetto d’origine fuso talvolta ad un inglese approssimativo e sgrammaticato (p.e.: “Goodnight Aurelio, m’astu portà li sghei?” o “you shall bring me a whole of cheese, if you has got… per la mi’ socera, che delle cose di qua non ne vol mangiare”, p. 22) e, contemporaneamente, ad intercalare nel discorso l’uso – quello suo proprio, che lo connota – di una sintassi complessa e di un lessico ricercato, cioè di un registro dai toni elevati e solenni che conferiscono preziosità alla prosa e spessore allo stile:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;La mamma l’attendeva – Erminia non aveva dubbi –, la attendeva impaziente di affidarle nelle braccia la bimba, tutta infagottata e olente di giulebbe, la attendeva per compiere quel gesto altero, con sufficienza di levatrice d’anime. Dopo che avesse fatto scricchiolare tutto il rosario delle ossa annose, sollevandosi dalla poltrona imbottita, la mamma avrebbe detto “l’ho cullata tutta la sera. Sta bimba ‘un piange mai; averemo d’apprendeglieli noaltri i dispiaceri” o qualcosa del genere, ma sempre con la voce burbera e chiotta, e forse avrebbe aggiunto “di costì, ‘ndove m’avete volsuto acciottorare, ‘un c’è la vita vera… ‘un c’è da pigliassi dell’embrioni” e avrebbe concluso strozzando nella gola un risentito cachinno, che era quel che a Erminia spaventava di più, anche di più che non tutti i discorsi sul povero babbo buonanima o sui terreni di Ponte a Moriano&lt;/em&gt; (p. 18).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Disinvolto narratore eterodiegetico, Micheli interviene sternianamente nell’opera in prima persona solamente per ricordare al lettore quando è ambientata la vicenda (“Si ricordi […] Mi propongo […]”, p. 96) e per riflettere sulla maniera più giusta di “raccontare” un personaggio scomodo come il vecchio padrone Catholina Lambert (p. 125).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Al tempo stesso, però, si dimostra un perfetto direttore onnisciente, essendo capace di armonizzare la realtà e il sogno in descrizioni di forte impatto impressionista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;L’oggettività della narrazione storica, che si pone come background e framework della vicenda e nasce da un’accurata e minuziosa documentazione condotta al limite dell’ossessione, porta sulla scena tante figure reali: il romanziere progressista Jack London, l’animoso giornalista radicale John Reed, l’anarchico sindacalista Carlo Tresca, il dirigente degli Industrial Workers William Dudley Haywood (più noto come ‘Big Bill’), l’intellettuale e filantropa Mabel Dodge Luhan, l’editore della rivista «The Masses» Max Eastman e, last but not least, il maestro Puccini. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Sulla storia, con abile maestria, Micheli innesta l’incanto della fantasia nel cammino evolutivo di due soggetti ‘innamorati’, di una figlia bambina che inaspettatamente ritroviamo signorina nell’ultimo capitolo, e di una folta schiera di comparse (hobos, lavoratori occasionali e nomadi; tramps, barboni e non lavoratori; bumps, fannulloni e ubriaconi) e coprotagonisti più o meno flat (Ernesto, Venanzio, il Sor Clemente, il capitano Burns, il caposquadra Nathaniel) o round (la spigliata e determinata Sophonisba, l’irrequieta e affascinante Olga e suo padre Pietro Botto), secondo le categorie di forsteriana memoria e le necessità imposte dalla partitura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Il romanzo storico si fonde, allora, con quello di formazione e si distende nell’aspirazione di Erminia e Aurelio alla stima e considerazione umana all’interno dell’eterogeneo ma solidale gruppo sociale d’appartenenza e nella ricerca della consapevole capacità di denunciare, senza violenza, attraverso la produzione di una pièce teatrale (dove echeggia l’epilogo della Tosca pucciniana), l’oppressione che le nuove classi operaie cosmopolite subivano in America prima di poter affermare il loro diritto alla “dignità per ciò che erano e per ciò che sapevano fare” (p. 165).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Fabio Flego&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;﻿&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;bol&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ibs&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/2712776.html?atd=1583242"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;lafeltrinelli&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;libreriauniversitaria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;webster&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/8ZCzZ-AYGqA/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8ZCzZ-AYGqA&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/8ZCzZ-AYGqA&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;dal capitolo XLV del romanzo "Indie occidentali" (Campanotto editore, 2008) di Giancarlo Micheli; lettura di Paola Lazzari&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-145081559161491648?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/145081559161491648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/07/il-mito-americano-tra-sogno-e-realta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/145081559161491648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/145081559161491648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/07/il-mito-americano-tra-sogno-e-realta.html' title='Il mito americano tra sogno e realtà'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6301769320527413296</id><published>2011-03-11T07:51:00.000-08:00</published><updated>2011-03-15T10:34:00.232-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literatura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nippon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddhism'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spiritualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oriente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><title type='text'>"La grazia sufficiente" di Giancarlo Micheli (Campanotto, 2010)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/la_grazia_sufficiente"&gt;&lt;em&gt;La Mosca di Milano - intrecci di poesia, arte e filosofia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(n.23, dicembre 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La grazia sufficiente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-size: large;"&gt;di Giancarlo Micheli (Campanotto editore, 2010)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Se è vero che l’arte, come scrisse Vasilij Kandinskij in &lt;em&gt;Dove va l’arte nuova&lt;/em&gt; (1911), è sempre figlia del suo tempo e madre dei nostri sentimenti, l’ultimo romanzo di Giancarlo Micheli, &lt;em&gt;La grazia sufficiente&lt;/em&gt;, è vivo sembiante della sua e nostra sensibilità. L’associazione arte-opera letteraria si è presentata in tutta la sua immediatezza e spontaneità durante la lettura del testo, stilisticamente caratterizzato da un naturalismo e da un astrattismo lirico non lontani da quello del già citato Vasilij Kandinskij, il cui simbolismo romantico riecheggia in tutto il libro, peraltro non immune da una certa qual vena surrealista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;La potenza evocativa di un linguaggio colto ed essenziale dà luogo ad ambientazioni e personaggi dai cromatismi puri al limite del sovrasensibile, che affiorano da una dimensione spazio-temporale immaginifica, realizzandosi sul piano visivo come delle vere e proprie sequenze cinematografiche, delle cui tecniche il Micheli mostra di essere profondo conoscitore. Cito, per tutte, i flash back di una delle scene iniziali del prologo, nella quale il capitano olandese Baruch Dekker, uno dei due personaggi principali – l’altro è il giapponese Taisho –, fa naufragio con il suo galeone, il Tweede Liefde, di fronte al Golfo di Nagasaki, luogo in cui è ambientato il romanzo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Le vicende narrate si dipanano sul piano della contemporaneità di due serie di eventi, seguendo un processo metastorico in cui l’&lt;em&gt;oida&lt;/em&gt; individuale si integra con quella universale, secondo i canoni dell’&lt;em&gt;epos&lt;/em&gt; tragico e del &lt;em&gt;mythos&lt;/em&gt;. L’usciere di seconda classe Taisho vive infatti in tarda epoca moderna (prima metà dello scorso secolo), mentre l’esistenza del capitano Baruch Dekker si svolge durante la prima metà del XVII sec. Due “Odissee” parallele, che culminano nella catarsi, attraverso le derive della vita, il cui simbolo è proprio il naufragio, che porta Baruch Dekker ad approdare sulle coste del Giappone e conduce Taisho ad una vera e propria rinascita simbolica alla vita dopo che, tornato dal fronte cinese, privato di ogni affetto e alieno da ogni senso di appartenenza, perdutosi così nel mare dell’esistenza, tenterà di annegarsi nelle acque del porto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;L’intera storia illustra l’affermarsi della sacralità dell’archetipo umano, e cioè la notevole variante del mistero dell’essere, che è superficie di inesauribile profondità. Lungo tutta la vita andrà alla ricerca dell’illuminazione spirituale il capitano Dekker, inconsapevole di tale sua ricerca, alla stessa stregua di Taisho o di qualsiasi altro uomo. Egli la riconobbe una volta nella sua amata Netsuki, nella cui stessa etimologia onomastica si cela una sottile valenza gnoseologica. Essa è la Luce della Sapienza, che amorevolmente guida e sostiene gli esseri umani durante la loro esistenza. E anche Taisho la scorgerà in sogno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;All’entrata del &lt;em&gt;Delphinion&lt;/em&gt; gli antichi greci apposero una lapide che ammoniva chi si recava a rendere omaggio alla divinità, Apollo appunto: &lt;em&gt;Gnothi Seautòn&lt;/em&gt;, conosci te stesso, così come anche il maestro Aguri, usciere di prima classe, dice rivolgendosi a Taisho: “Ciò che sai riconosci di saperlo, ciò che non sai riconosci di non saperlo. In ciò consiste tutta la sapienza”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Questa &lt;em&gt;La grazia sufficiente&lt;/em&gt;, alla cui chiamata si può resistere ma solo se la si è già trovata, &lt;em&gt;Enchiridion &lt;/em&gt;di luce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Roberta Raggioli&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;amazon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;bol&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ibs&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pianetalibri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;webster&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;libreriauniversitaria&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.deastore.com/libro/la-grazia-sufficiente-con-cd-giancarlo-micheli-campanotto/9788845611339.html"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;deastore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://libri.dvd.it/altri-generi/la-grazia-sufficiente-con-cd-audio/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;libri.dvd&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;dal capitolo X del romanzo "La grazia sufficiente" (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli; lettura di Ilaria Pardini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/yMTMx_ZbHnk/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266" src="http://www.youtube.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6301769320527413296?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6301769320527413296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/03/la-grazia-sufficiente-di-giancarlo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6301769320527413296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6301769320527413296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/03/la-grazia-sufficiente-di-giancarlo.html' title='&quot;La grazia sufficiente&quot; di Giancarlo Micheli (Campanotto, 2010)'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6002013316296808232</id><published>2011-03-11T07:32:00.000-08:00</published><updated>2011-08-08T00:07:46.395-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='unità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Sovranità e rivoluzione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/sovranita_e_rivoluzione"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Arcipelago&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(n.54, marzo-aprile 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Sovranità e rivoluzione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Dal 1943 al 1947 – negli anni, tempestosi e tragici, durante i quali la nazione si scrollò di dosso l’ombra e gli artigli del regime fascista, il cui spettro non lesinò in seguito di incupire le già di per sé oscure, inibite al sogno non meno che alla fantasia, vicende dell’oramai adulta Repubblica italiana – i governi* che precariamente si succedettero nel calloso compito di dare forma e sostanza istituzionali allo Stato mentre gli eserciti degli schieramenti sovietico e anglo-americano venivano a contatto inghiottendo il mostro nazista, tali governi dovettero trattare la cessione di non esigue e rilevanti porzioni del sacro suolo della patria. Del Regno d’Italia, che, con buona pace di tutti i cittadini cui, del resto, ancora oggi auguriamo sia infine garantita reale e libera sovranità, riposa – e auspichiamo per sempre – sotto la lapide marmorea della storia, si celebra il prossimo 17 marzo il centocinquantenario dalla proclamazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Unità e molteplicità della nazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;A quel primo e del resto limitato conseguimento unitario, giacché la liberazione delle Venezie dal dominio asburgico e quella di Roma dal potere temporale pontificio avverranno con qualche anno di significativo ritardo, si giunse sul finire dell’inverno del 1861, presso la sala dell’assemblea del primo parlamento nazionale, convocata a Torino e preceduta dalla serie di plebisciti con cui i vari resti lungo la penisola di un potere aristocratico più oscurantista che illuminato erano andati ad annettersi alla monarchia sabauda. Le laceranti questioni dell’unificazione linguistica, economica, sociale, rimandavano la propria soluzione ad un futuro che, in parte consistente, ha ancora oggi da compiersi. Nell’Italia risorgimentale le fazioni politiche progressiste, quali la mazziniana, frutto ed espressione di settori di una borghesia nazionale in pubertà, escludevano recisamente di affrontare i problemi sociali quali necessari presupposti all’ottenimento dell’unificazione politica; le componenti liberali, maggioritarie all’interno della borghesia, propendevano d’altro canto all’alleanza di interessi con la nobiltà agraria. Da una parte l’abile gioco diplomatico di Cavour, che valse l’appoggio alla causa italiana prestato da Napoleone III, e dall’altra l’impresa di Garibaldi concretizzarono le ambizioni e le scelte delle due tendenze antagoniste e guadagnarono al regale cranio di Vittorio Emanuele di Savoia la corona di Re d’Italia. Agli albori della propria storia, dunque, la classe politica che avrebbe poi retto le sorti della nazione attraverso ben note e tristi vicissitudini si fregiò di catastrofiche tardività e avventatezze. Delle contraddizioni sociali, che pure erano deflagrate nelle rivoluzioni europee del 1848 e che si riaccesero impetuose con la Comune di Parigi del 1871, nei cui torbidi fu travolto, secondo uno dei non infrequenti sarcasmi della nemesi storica, proprio quel Luigi Napoleone che era stato il magnanimo e cauto tutore dell’indipendenza italiana, della loro portata epocale la consapevolezza si impresse solo in forme tenui e sbiadite negli intelletti illustri dei padri della patria e della sorgente classe politica nazionale. Non mancarono certo eccezioni, le quali tuttavia furono emarginate in ragione della prudenza dei tempi e delle indoli, in conformità a una consuetudine che nel prosieguo della storia politica italiana permise, tra numerose e non poco determinanti transigenze, che, una volta instaurata la dittatura fascista, la cultura di opposizione a lungo non avesse armi per controbatterla al di là di un esule oltranzismo e di un remissivo Aventino**. Tale classe politica neppure durante la pur propizia stagione della Resistenza poté emendare del tutto le origini elitiste e congiuratorie che tanto pernicioso effetto ebbero nel favorire l’attecchimento della mendace ideologia fascista presso larghi e trasversali strati della popolazione. Fino ai nostri giorni lo sporco gioco della politica di potenza degli Stati imperialisti ha, quindi, continuato a trovare i propri adulti e professionali agenti tra gli eredi di Cavour e di Mazzini, non meno che tra i fedeli osservanti del cristianesimo democratico o tra gli integerrimi seguaci del socialismo di Stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per un’economia generale e umanista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;In una serie di saggi***, che elaborò dalla metà degli anni ’30 alla metà dei ’50, il filosofo Georges Bataille propose di riformare i fondamenti dell’economia classica, legati all’impiego utilitario delle risorse produttive, alla luce di quella che definì &lt;em&gt;notion de dépense&lt;/em&gt;, il concetto di dispendio improduttivo. Lungo un erudito e sapiente excursus antropologico, pensato quale ripresa a rovescio della fenomenologia dello spirito hegeliana, egli individuò le origini della sovranità nei doni suntuari (&lt;em&gt;potlàc&lt;/em&gt;) che i monarchi delle primitive organizzazioni statali offrivano ai sudditi, nell’occasione di feste di ordine religioso e celebrativo, quali manifestazioni di regale magnificenza, ad immagine dell’irradiazione solare che offre alimento sovrabbondante alla crescita della vita sul pianeta. Nel soggetto regale, portatore della sovranità, il suddito proiettava, alienata, la propria. Se la civiltà borghese, rispecchiata nell’ideologia dell’illuminismo e nelle teorie dell’economia classica, iniziò una parziale emancipazione dalla sovranità arcaica, il marxismo e i movimenti di liberazione proletaria, a partire dalla metà del diciannovesimo secolo, operarono un passo decisivo nel ridurre la soggettività umana all’opera utile e alla produzione dei mezzi di produzione; il dispendio riaffiora comunque, fino al presente, nei fasti del consumo e del prestigio individuale, sebbene ogni giorno più mortificanti, nella guerra, nonché nella rivoluzione, alla quale non potranno mancare, oggi meno che in passato, quegli elementi di festa e di sovrabbondanza che riposano alle sue origini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Desideri e realizzazioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;La più desiderabile celebrazione del centocinquantenario del Regno d’Italia verrebbe a chi vive oggi nella Repubblica che da esso si emancipò, con tanto lutto e cordoglio, circa sessanta anni fa, verrebbe nel completare tale opera di emancipazione, la quale non potrà essere che soggettiva e collettiva, portatrice di una parte di gioia e di sovrabbondanza che sia determinante e umana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Giancarlo Micheli&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times;"&gt;* &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;﻿&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Pietro Badoglio (25 Luglio 1943-8 Giugno 1944); Ivanoe Bonomi (18 Giugno 1944-19 Giugno 1945); Ferruccio Parri (21 Giugno 1945-8 Dicembre 1945); Alcide de Gasperi (10 Dicembre 1945-17 Agosto 1953).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;**&amp;nbsp; &lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Fu dato questo nome alla secessione parlamentare (27 Giugno 1922) dei deputati di opposizione al governo Mussolini, deliberata come atto di protesta contro l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti ad opera delle milizie fasciste. Il nome scelto faceva riferimento alla &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;lex Icilia de Aventino publicando&lt;/i&gt; (456 a.C.), la quale sancì che l’area del colle Aventino fosse distribuita alla plebe romana per la costruzione di case e sottratta alle mire dei patrizi, in merito alle quali ignoriamo se potessero essere, già in quel remoto passato, speculative.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;*** &lt;span style="line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;em&gt;La Part maudite : Essai d'economie generale, &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Editions de Minuit 1949 (tr. it. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La parte maledetta&lt;/i&gt;, Bollati Boringhieri 1992); &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’Histoire de l’érotisme&lt;/i&gt;, Gallimard 1976 (tr. it. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Storia dell’erotismo&lt;/i&gt;, Fazi 2006); &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La Souveraineté&lt;/i&gt;, Gallimard 1976 (tr. it. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La sovranità&lt;/i&gt;, il Mulino 1990).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6002013316296808232?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6002013316296808232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/03/sovranita-e-rivoluzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6002013316296808232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6002013316296808232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2011/03/sovranita-e-rivoluzione.html' title='Sovranità e rivoluzione'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-5795308005771026850</id><published>2010-12-13T22:39:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T06:43:14.842-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sessantotto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lacan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicoanalisi'/><title type='text'>Le stagioni della protesta</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/le_stagioni_della_protesta/1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Arcipelago&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(n.52, Novembre-Dicembre 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Le stagioni della protesta&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Durante gli ultimi giorni soleggiati del mese di settembre, mi è capitato di rileggere il testo del seminario XVII che Jacques Lacan tenne alla Facoltà di Diritto dell’Università di Parigi dal dicembre 1969 alla primavera dell’anno successivo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Debiti e crediti per una coscienza di specie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un anno prima l’università francese era stata scossa dai venti della protesta, i quali, stando alle testimonianze del cui peso e della cui leggerezza altri ci hanno caricati, continuavano a soffiare con un certo vigore. Tra le conquiste che il movimento studentesco aveva allora strappato al governo Pompidou c’era stata quella dell’istituzione di corsi sperimentali, dove una università critica potesse muovere i primi passi sulle antiche acque del sapere. Presso la località di Vincennes, alle porte della capitale, l’esecutivo aveva prescelto una sede che, non forse a caso, era stata in precedenza adibita ad accogliere uffici della burocrazia militare. Qua Lacan intrattenne una composita folla di centinaia di studenti con quelli che chiamò &lt;em&gt;Quattro improvvisi&lt;/em&gt;, nell’intenzione di svilupparvi un discorso in esplicito contrasto con quello svolto alla Facoltà di Diritto. L’Associazione Psicoanaltica Internazionale, di rigida osservanza freudiana, aveva da poco espulso Lacan a causa delle sue tesi eterodosse e, verosimilmente, proprio in ragione di ciò egli aveva trovato occasione di esporle negli ambiti consentiti dall’istituzione universitaria. A Vincennes la contestazione, memore di egualitarismo giacobino, investì anche le sue lezioni. Incalzato dai contraddittori Lacan tirò in ballo, non è facile stabilire con quale pertinenza, le unità di valore, il sistema di valutazione degli studenti, basato su un punteggio di debiti e crediti, che era entrato da poco in vigore proprio in virtù delle proteste studentesche. Il colloquio a più voci che ne scaturì nell’aula di Vincennes passò attraverso fasi che, a rileggerle, disvelano uno stile ed un senso umoristici: una voce provocatoria si leva per proporre che la lezione si trasformi in un “love-in selvaggio” (evidentemente tali espressioni erano allora in voga), un’altra chiarisce invece che gli studenti dovrebbero uscire dall’università per unirsi, su posizioni rivoluzionarie, ai contadini e ai lavoratori, Lacan ribatte con una riflessione sul posto che l’università occupava nella società sovietica, quella del socialismo reale; in un generale trambusto si lanciano accuse, si azzuffano ancora, faticano a trovare una conclusione che non sia incoerente o incompleta, che li motivi a sospendere la riunione. Il sistema dei debiti e dei crediti li ha intrappolati nelle sue conseguenze, proprio come in un dramma di Beckett o come accade alle immagini impresse su una pellicola di Buñuel. &lt;br /&gt;Il sistema dei debiti e dei crediti, del resto, non suona affatto estraneo al discorso del capitalismo, che Lacan, nell’elaborazione psicanalitica, riconobbe fondato sulle basi di quello che definì discorso del padrone. Traducendo in una forma che ben intuisco possa risultare approssimativa: il padrone mette al lavoro il servo affinché dal saper fare di lui possa estrarre il proprio godimento, da trasformare in una verità da padrone. Anche in ciò non manca dell’umorismo, a giudicare dagli effetti: grandi tours, grandi globalizzazioni, grandi piroette, un gran mordersi di code; la economica miseria del prestigio. Tutto ciò esige il passaggio ad un’altra coscienza, ad un’altra verità, chiede la “sortie de l’usine capitaliste”, l’uscita dall’inabitabile opificio arredato di tutto il suo apparato pedagogico, che riduce gli adulti all’infantilismo e destina i bambini a disilluse precocità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un debito di intelligenza, che oggi paghiamo tutti con l’aridità dei cuori e l’angustia delle prospettive, la nostra epoca infingarda lo ha in effetti contratto con quella ormai lontana degli anni ’70. Il fatto che intellettuali che assumessero allora posizioni coraggiosamente critiche delle strutture simboliche e materiali del capitalismo non fossero risparmiati dalla contestazione è, senza dubbio, indice di una vitale pulsione trasformatrice che animava la società e gli individui, non solo di una pur reale inadeguatezza delle coscienze al compito pratico che la situazione storica poneva. Quello di Lacan non fu l’unico caso. Sorte analoga toccò, ad esempio, a Michel Foucault, il quale pure andava sfatando i miti dell’ideologia borghese e del loro decorso storico; chi abbia tempo per sincerarsene legga almeno il breve saggio &lt;em&gt;La volontà di sapere&lt;/em&gt; (Feltrinelli, 1978), dove sono illustrate le funzioni di controllo sociale svolte, ben fino al presente, dalla proliferazione dei discorsi sulla sessualità di cui siamo debitori all’epoca dei lumi, al settecento della rivoluzione borghese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Una valutazione dei danni e delle nocività&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ben umoristica, ben più beffarda di ogni hegeliana astuzia della ragione, è la tardività liberale con cui sistemi di valutazione che erano sperimentati in lontani anni di fermento e di rivolta vengano poi adottati nelle istituzioni scolastiche di paesi più arretrati quali il nostro: a distanza di decine d’anni. Non è che un esempio preso tra tutti i catastrofici ritardi che l’ordine capitalista accumula ovunque nell’affrontare ogni questione che riguardi in profondità le nostre vite, ogni questione strategica, a voler usare il linguaggio tecnico della politica reale, che per nostra fortuna la tradisce. Per loro, per quanti prendono, o non prendono, le decisioni che gravano sulle nostre spalle e le nostre teste, il tempo è garantito dall’accumulazione del capitale: hanno sempre qualcuno da pagare perché perda il proprio tempo in vece loro, cosicché essi possano dedicarsi anima e corpo a custodire ciò che è morto e sepolto, tutto ciò che toccano, come del resto già si faceva ai tempi di re Mida. Simili pensieri potrebbero, quantomeno nella testa di alcuni, rimettere le lancette dell’orologio della storia, rimetterle in una posizione dove la coscienza sia, all’unisono, storica e contemporanea. In ogni istante si tratta di prendere in mano le proprie vite, nel punto in cui si è giunti per andarsene. Mi auguro che tali riflessioni possano iniettare almeno un poco di benefica ansia nell’animo di quanti soggiacciono alle tecniche di manipolazione del tempo e della percezione, delle quali si fa forte l’attuale dominio di ciò che è morto su ciò che vive, a quanti, ad esempio, si perdono nei labirinti dell’attuale politica, quella delle democrazie parlamentari imperialiste, nei quali labirinti si corre, senza accaldarsi poi tanto, da destra a sinistra e da sinistra a destra, per conservarsi immobili nella medesima impotenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alla fine tutto converge, comunque, ad una questione di stile: si vede bene quanto essa non possa essere elusa allorché si debba decidere se la protesta assumerà un carattere violento ovvero pacifico. In ogni caso, non potrà viversi senza pagare un prezzo che valga meno della vita stessa. Così è. Soltanto dopo di noi, in un modo che ancora diversamente sfugge a ciascuno e della cui mancanza soltanto dobbiamo considerarci non già colpevoli ma senza alcun dubbio in difetto, soltanto dopo di noi la rivoluzione può essere compiuta, e le cose staranno, allora, diversamente. Detto in maniera tanto esortativa quanto icastica: responsabilità verso le generazioni future, gli uomini e le donne del futuro. Per non mancare al godimento del nostro amore e della nostra intelligenza presenti, è a loro che non dobbiamo farli venir meno. Viva l’autunno e viva la primavera; che presto si partecipi tutti, ciascuno secondo i propri bisogni e le proprie possibilità, alle loro nozze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-5795308005771026850?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/5795308005771026850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/12/le-stagioni-della-protesta-durante-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5795308005771026850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5795308005771026850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/12/le-stagioni-della-protesta-durante-gli.html' title='Le stagioni della protesta'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-2706004913355264245</id><published>2010-11-24T01:53:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T06:20:48.686-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati Uniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chicago'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paterson'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IWW'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Micheli, viaggiatore colto nelle Indie occidentali</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;recensione pubblicata in: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/avvenire23-07-09/1"&gt;&lt;em&gt;Avvenire&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(23 Luglio 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Micheli, viaggiatore colto nelle Indie occidentali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Quasi a segnare una continuità di temi e di ispirazione, il primo personaggio che Giancarlo Micheli fa entrare sulla scena del nuovo romanzo Indie occidentali è il maestro Giacomo Puccini, e cioè la figura attorno alla quale ruotavano le vicende del precedente Elegia provinciale (edito nel 2007 da Mauro Baroni). Appena sbarcato a New York per la “prima” americana della Fanciulla del West, il grande compositore si imbatte in Aurelio ed Erminia, una giovane coppia di sposi che dalla Toscana è venuta a cercare fortuna nel Nuovo Mondo. Un incontro fugace, che però sembra dare il tono all’intera narrazione, nella quale ritroviamo lo stile sontuoso, ricercato fino alla concettosità, del viareggino Micheli, classe 1967, poeta e autore teatrale, oltre che narratore di forte caratura etica. Il profondo sentimento morale riconoscibile in ogni pagina è il motivo per cui, nella prefazione a Indie occidentali, il decano Manlio Cancogni può spingersi a istituire un parallelismo tra la struggle for life, la lotta per la sopravvivenza intrapresa sulla fine dell’Ottocento dagli immigrati europei negli Stati Uniti e l’attuale crisi finanziaria globale che – di nuovo – ha avuto negli Usa il suo epicentro. Anche se predilige il racconto d’epoca, sorretto da una minuziosa ricostruzione di situazioni storiche e usi linguistici, Micheli non perde mai di vista l’umanità e, di conseguenza, l’attualità dei suoi protagonisti. Proprietari di un piccolo bar nel Lower East Side di Manhattan, costretti a trasferirsi a Chicago e nel New Jersey dopo che il locale è stato incendiato dal racket, Aurelio ed Erminia si sforzano di rimanere fedeli l’uno all’altra pur intraprendendo percorsi differenti: la donna si converte alla Chiesa scientista, dal cui umanitarismo sentimentale si sente consolata, mentre l’uomo scopre la causa del socialismo egualitario. Sono gli anni delle prime, drammatiche rivendicazioni sindacali, sul cui sfondo il romanzo procede spedito, riservando uno spazio sempre maggiore alla figlia della coppia, la piccola Eugenia, alla quale spetterà di annodare gli ultimi nodi della trama. Un epilogo inatteso e struggente, nel quale la metafora del teatro, già evocata nell’ouverture pucciniana, si rivelerà in tutta la sua urgenza di struttura e significato. Indie occidentali è un romanzo colto e a tratti risentito (il titolo, per esempio, riprende la definizione rinascimentale del continente americano), che il lettore è invitato a percorrere con pazienza, per scoprire non soltanto i segreti nascosti nelle esistenze di Aurelio ed Erminia, ma anche certi rapidi bozzetti d’ambiente. Come quello, davvero suggestivo, del pittore senza talento che riempie di forme sghembe e colori sgargianti i cartoni recuperati per le strade d’America.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alessandro Zaccuri &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; di Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;intervista radiofonica a Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;dalla trasmissione RMS Autori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;a cura di Demetrio Brandi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Radio Massarosa Sound (Febbraio 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-9ada626ae09aa71a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v17.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9ada626ae09aa71a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329928356%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4B65BAEF1F9E80F67912E969F1C85F093DDC2372.76E956B528FAAB58E68B81AB4F38D2B95325B1D%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9ada626ae09aa71a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZ-nw1hWDGVSeYahNR1-6mnQmKe0&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v17.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9ada626ae09aa71a%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329928356%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4B65BAEF1F9E80F67912E969F1C85F093DDC2372.76E956B528FAAB58E68B81AB4F38D2B95325B1D%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9ada626ae09aa71a%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZ-nw1hWDGVSeYahNR1-6mnQmKe0&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-2706004913355264245?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/2706004913355264245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/11/micheli-viaggiatore-colto-nelle-indie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/2706004913355264245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/2706004913355264245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/11/micheli-viaggiatore-colto-nelle-indie.html' title='Micheli, viaggiatore colto nelle Indie occidentali'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-8780439148413725010</id><published>2010-11-24T00:48:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T03:04:29.697-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati Uniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chicago'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paterson'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IWW'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Indie occidentali, un viaggio nella nostra storia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata in:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/07/indie-occidentali-un-viaggio-nella-nostra-storia/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;ilRecensore.com&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(Luglio 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Indie occidentali, un viaggio nella nostra storia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;em&gt;Indie Occidentali&lt;/em&gt; (Campanotto Editore, 2008), secondo romanzo del bravo Giancarlo Micheli, parte da una storia di emigrazione. Una storia che ha a che fare con il secolo scorso, di quando erano gli italiani a dover emigrare fuori dal proprio paese. Protagonisti questa volta non sono meridionali, non sono contadini “ignoranti” del rurale Mezzogiorno ma una coppia di sposini toscani e alfabetizzati, consapevoli del proprio valore e con obiettivi da perseguire ben definiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Quando penso all’emigrazione italiana penso a quella splendida figura di Amerigo, creatura di gucciniana memoria che lascia il proprio paese, Pavana. E mette dietro a sé le proprie radici con ancora in corpo “il primo vino di una cantina” per non manifestare quella malinconia che penetra nelle vene e nella coscienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Micheli ci racconta quel mondo altro, quello al di là dell’Oceano che ad inizio del secolo scorso sembrava così diverso dal nostro. Il quartiere di Little Italy, con le sue storie e le sue “leggende”, anch’esso diversissimo da quello di oggi: quella che era la più grande e famosa delle “little italies” diventa ogni anno più piccola, proponendosi oggi quasi soltanto come due strade, parte della Mulberry Street e parte della Grand Street.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Negli anni venti però quella zona e in più in generale quella città, l’immensa New York che con i suo grattacieli immobilizzava lo sguardo, era stata una porta obbligata d’ingresso, un centro attrattivo, una grande madre dalle braccia non sempre benigne ma comunque grandissime.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La lotta per l’esistenza si fa per i due protagonisti, Erminia ed Aurelio, inizialmente più facile ma poi è la nuova realtà a prendere il sopravvento, una realtà di diritti negati e di lotte di sopravvivenza. Come un inferno urbano la metropoli si presenta nelle sue contraddizioni, una massa umana che propone lingue, condizioni e usanze diverse. Momenti di squisita umanità individuale si scontrano e si sovrappongono a collettive grida di speranza, la coesistenza degli immigrati e le problematiche interne, tolleranza, sindacali, la lotta operaia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Quello di Micheli è uno squarcio di vita vissuta, un quadro al tempo stesso espressionista e realista, una meticolosa ricerca storica ed antropologica sul nostro passato e sul secolo scorso. Personaggi reali e “famosi” – Jack London, Giacomo Puccini, Mabel Dodge – si incrociano con “perfetti sconosciuti” e personaggi di invenzione letteraria, creano un cosmo a sé, una riproduzione ben disegnata di un ipotetico quadro. Il grande merito del libro è poi quello di inserirsi nella più grande tradizione europea, quella ricerca linguistica forzatamente realistica che Auerbach riscontrò in Mimesis nei maggiori autori della nostra storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L’uso del dialetto degli immigrati, il gioco linguistico e sociolinguistico con cui mescola le situazioni comunicative più disparate e le espressioni locali, un registro “alto” con momenti di lascivia verbale, fanno del viaggio di Micheli, perché di questo si tratta, un utopico, colto, continuo desiderio di ricerca. Un desiderio che prima si fa portavoce della Storia e poi si fa riflessione sul futuro e su un problema che ora ci vede come protagonisti indiretti e che domani potrebbe ritoccarci da vicino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Matteo Chiavarone&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; di Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;dalla rubrica radiofonica Fuori Tempo Massimo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;a cura di Andrea Caterini e Paolo Sortino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Radio Città Futura (Maggio 2009)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-27c85ef6fb0d3eed" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/11/indie-occidentali-un-viaggio-nella.html' title='Indie occidentali, un viaggio nella nostra storia'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6101949191174075438</id><published>2010-08-11T04:25:00.000-07:00</published><updated>2010-12-21T03:12:23.864-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category 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term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>Gli strani incroci del Tempo</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata su:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://retroguardia2.wordpress.com/2010/06/28/storia-contemporanea-n-47-gli-strani-incroci-del-tempo-giancarlo-micheli-la-grazia-sufficiente/#more-3752"&gt;Retroguardia2.0 - il testo letterario&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/06/30/storia-contemporanea-n-47-gli-strani-incroci-del-tempo-giancarlo-micheli-la-grazia-sufficiente/#more-35548"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;La poesia e lo spirito&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/la_grazia_sufficiente_recensione/1"&gt;Zeta - rivista internazionale di poesia e ricerche&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(Anno XXXII, n.3; Campanotto editore, 2010)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Gli strani incroci del Tempo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli, La grazia sufficiente, Pasian di Prato (UD), Campanotto Editore, 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Chi crede che la Storia abbia un senso o che la filosofia della storia possa essere considerata non soltanto come una teoria astratta pensa che in essa avvengano incontri incroci e contatti che altrimenti non sarebbero spiegabili. Il nuovo romanzo di Giancarlo Micheli vive di questi incroci (quello tra cultura occidentale e modo di vita orientale) e di questi contatti (tra abitanti del Giappone e commercianti olandesi, ad esempio). Vive anche di una riflessione sulla natura della Grazia che oggi potrebbe sembrare di certo &lt;em&gt;surannée&lt;/em&gt; se il suo argomento non fosse sempre di attualità e basato su una domanda ineludibile per ognuno di noi: cosa succederà di noi una volta passati a miglior vita? Saremo salvati e redenti o sommersi dal cumulo infinito delle nostre colpe nei confronti del Creatore delle nostre esistenze? In Olanda, dalla metà del Cinquecento fino a tutto il Seicento, nell’epoca di Hugo Grozio e di Baruch Spinoza, la disputa sulla predestinazione e sulla salvezza dell’umanità tiene banco sul fronte teologico e giunge ad infiammare gli animi fino al calor bianco delle accuse di eresia e di ateismo. Il problema della “grazia sufficiente” alla salvezza finale dell’uomo vede fronteggiarsi due posizioni opposte e in violenta lotta tra di loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La prima detta &lt;em&gt;infralapsariana&lt;/em&gt; e frutto delle posizioni radicalidi Jacob Harmenszoon (latinamente più noto come Jacobus Arminius) che, sulla base dei propri dubbi sulla grazia sovrana di Dio nell'opera di salvezza degli uomini, cominciò ad insegnare che «la predestinazione d'una persona alla salvezza o alla condanna proviene dalla volontà conseguente di Dio che considera il suo oggetto con tutte le sue condizioni e circostanze, le quali sono state a loro volta determinate da un precedente decreto affinché precedano la salvezza o la condanna» (nell’&lt;em&gt;Examen thesium D. Fr. Gomari&lt;/em&gt;). In sostanza, per gli Arminiani, Dio sceglie gli eletti alla salvazione in virtù dello sforzo fatto da essi in ragione della loro dedizione e del loro pentimento nei confronti della divinità. Dio sceglie quegli uomini e quelle donne che si impegnano nella chiamata alla Grazia. Gli esseri umani, quindi, sono pur sempre corrotti e &lt;em&gt;massa damnationis&lt;/em&gt; ma in grado di collaborare alla Grazia e mantengono attraverso di essa una qualche forma di dignità e responsabilità. Le buone opere sono una delle cause della salvezza in quanto sono in grado di testimoniare che la persona che le compie ha liberamente scelto Dio e l’adempimento dei suoi doveri verso di esso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L’altra, basata sull’opera di François Gomar (anche lui latinamente conosciuto come Franciscus Gomarus) e detta &lt;em&gt;sopralapsariana&lt;/em&gt; perché, a differenza delle tesi di Arminio, sosteneva che la salvezza dell’umanità era già stata decisa, caso per caso, prima della caduta di Adamo (quella &lt;em&gt;felix culpa&lt;/em&gt; di cui per primo Agostino aveva teorizzato l’inevitabilità sulla base della propria teoria della predestinazione). La disputa fu risolta dal Sinodo di Dordrecht del 1618-1619 per il quale gli Arminiani furono convinti di errore in quanto fu stabilito che la salvezza umana non è frutto della fede degli uomini stessi ma un decreto imperscrutabile della volontà di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ma uno dei protagonisti del romanzo di Micheli, Baruch Dekker, capitano di marina di origine ebraica e naufrago sulle coste di Nagasaki in Giappone, non si pone questi problemi di sottile finalità teologica anche se non si considera affatto agnostico:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;«[…] Baruch, durante i lunghi anni di navigazione, aveva abbracciato la confessione calvinista. Da uomo di azione, aduso a misurarsi con le tavole alfonsine o con le rotte di alisei e correnti oceaniche, esperto della grazia di velacci e rande, sufficiente alle andature a lasco e di bolina, egli aveva umilmente arrotolato le catene delle ancore ai cabestani, e si lasciava condurre alla deriva nei fortunali delle dispute teologiche. Non gli era del resto riuscito difficile astenersi dalle battaglie dottrinali tra arminiani e gomaristi, dietro le quali si celavano, assai poco occultamente, i conflitti di interesse che opponevano la ricca borghesia e l’amministrazione civile del Gran Pensionarlo da una parte, il potere militare dell’aristocrazia e lo Stadhouder dall’altra. Nessuno, a bordo dei velieri della VOC [cioè la &lt;em&gt;Compagnia olandese delle Indie Orientali&lt;/em&gt;], veniva ad interrogare il capitano Dekker in merito alle tesi supralapsariane o infralapsariane. Riguardo al dogma della predestinazione, che certo concerneva intimamente la sua anima quanto quella di ogni altro cristiano, egli aveva assunto con fermezza un atteggiamento agnostico. Per quanto dure fossero le prove alle quali la vita di bordo lo sottoponeva, la sua eccellente attitudine a sostenerle con virile fortezza non poteva bastare quale segno indubitabile di appartenenza al novero degli eletti. Di ciò egli si era fatto una tenace convinzione, tale da dispensarlo da opprimenti angosce. Aveva sempre guardato con scetticismo a quel dogma che gli pareva fosse stato congegnato per garantire a quanti già godevano del privilegio di onori e ricchezze quello ulteriore, e spesso, determinante, del favore divino. Tutte le disquisizioni sull’universalismo ipotetico o condizionale, o sulla Grazia non irresistibile, non illustravano altro alla cognizione del capitano Dekker se non gli interessi molto umani di cui erano le teologali guarentigie» (pp. 58-59).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ma il capitano Dekker non è l’unico protagonista del romanzo di Micheli. Insieme alle complesse vicende di quest’ultimo destinato in seguito al naufragio della sua nave da carico a rimanere in Giappone, dalle pagine del romanzo si affaccia la storia del contadino Taisho (così chiamato con un termine che designa tutta una serie di situazioni positive: “grande vittoria”, “sonora risata”, “origine del mondo”, “simmetria” tra gli altri). La sua vicenda, ambientata molti anni più tardi, all’epoca dell’avventura imperialista del Giappone militarizzato di Hirohito e del generale Tojo, è, in realtà, connessa in maniera solo onirica e allusiva a quella di Dekker (che apparirà come una figura misteriosa e dal comportamento translucido solo in un momento di abbandono da parte di Taisho).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L’uomo, orfano di un contadino, Shigetaro, ucciso in guerra durante il conflitto russo-giapponese, ha un lavoro a stipendio fisso come inserviente del Monbushou, il Ministero dell’Istruzione, presso il Medical Center di Nagasaki. Qui, in un giorno di pioggia, ascolta le infuocate parole del nazionalista Ishiwara, tenente colonnello dell’Esercito, e si arruola per la guerra in Manciuria (che si concluderà con l’instaurazione del Manciukuò, protettorato giapponese in Cina, cui sarà posto come governante-fantoccio il deposto e ultimo Imperatore Pu Yi).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;«Aveva dato prova di sufficiente coraggio nell’offrirsi allo Stato, alla legge di armonia che vi vigeva, connaturata al suo sacro suolo? Quella domanda apparve dal buio della coscienza profonda, e incalzò Taisho al pari di un demone dell’abisso. Allora egli vide la trincea, le cui ripide pareti di fango franavano sotto al bombardamento di una pioggia torrenziale. Ai suoi piedi giaceva il corpo esamine del padre. Taisho se lo caricava sulle spalle, e camminava a lungo. Gli pareva di percorrere la insigne strada del Tokaido, costeggiata di pini e crittomerie, le cui verdi chiome s’impregnavano negli infittiti rovesci di pioggia, finché non giungeva alla casa di Mogi e deponeva il pesante fardello del cadavere, lo deponeva sulla terra dell’orto, impastata in un viscido brago. Da uno spiraglio tra il &lt;em&gt;fusuma&lt;/em&gt; e la parete della vicina abitazione si affacciava allora il volto della madre, acconciato nell’apparente compostezza dei lineamenti, nella quale Taisho credette di leggere approvazione ed encomio, solennemente espressi» (p. 34).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sono due storie di “grazia sufficiente” espressa nelle e dalle azioni in cui il mistero della salvezza futura si consuma e si attua nella vicenda presente dei due personaggi le cui avventure umane si incrociano e si intrecciano alla luce di un disegno di cui nessuno dei due conosce il perché e di cui non viene rivelata la trama necessaria. Dekker lascerà il suo lavoro come impiegato presso la sede di Nagasaki della Compagnia delle Indie e, insieme alla moglie Netsaki e il figlioletto Aikyo, si dileguerà alla ricerca di fortuna nel Mar Cinese Orientale. Taisho, catturato dai cinesi e deciso a compiere il &lt;em&gt;seppuku &lt;/em&gt;richiesto per evitare di rimanere prigioniero e fornire, anche involontariamente, informazioni di alcun tipo al nemico, ne viene dissuaso proprio da un giovane professore di linguistica che aveva sentito parlare durante un convegno tenutosi al Monbushou quando anch’egli vi lavorava. Tornato a casa, apprenderà traumaticamente della morte della madre. Ancora una volta tentato dal suicidio finirà con il capire, come insegna la dottrina finale del Tao che “la via suprema non ha nome e il discorso supremo non ha parole” (p. 117).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Romanzo tenace e appassionato, &lt;em&gt;La grazia sufficiente&lt;/em&gt; coniuga erudizione (di cui sono testimonianza le numerose note a fine di ogni capitolo) e poesia, grazie al suo linguaggio distillato e ben forbito che cerca di supplire alle difficoltà della teologia indimostrabile con la ben più robusta forza espressiva di una liricità intensa e asciutta, fatta di immagini e di riverberi, di rattenuta commozione e di espansione descrittiva non priva di un sapore arcaicizzante e delibato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giuseppe Panella&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli, La grazia sufficiente (Campanotto,&amp;nbsp;Udine 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm"&gt;http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://shop.radiocnr.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;http://shop.radiocnr.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;a href="http://shop.kisskiss.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;http://shop.kisskiss.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://libri.dvd.it/altri-generi/la-grazia-sufficiente-con-cd-audio/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: small;"&gt;http://libri.dvd.it/altri-generi/la-grazia-sufficiente-con-cd-audio/dettaglio/id-2749768/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;lettura dal capitolo VI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Paola Lazzari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JbWC-cHLAOU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/JbWC-cHLAOU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6101949191174075438?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6101949191174075438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/recensione-pubblicata-su-retroguardia-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6101949191174075438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6101949191174075438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/recensione-pubblicata-su-retroguardia-2.html' title='Gli strani incroci del Tempo'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6256656065876901755</id><published>2010-08-11T04:03:00.000-07:00</published><updated>2010-12-21T06:45:05.795-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surrealism'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surréalisme'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='surrealismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poésie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>La Révolution surréaliste (1924-1929)</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/la_revolution_surrealiste/1"&gt;&lt;em&gt;Zeta - rivista internazionale di poesia e ricerche&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(Anno XXXII, n.1; Campanotto editore 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;La Révolution surréaliste (1924-1929)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;nuclei della positività creatrice nel tempo di incubazione della catastrofe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;em&gt;Il est plus facile de mourir que d’aimer/ C’est pourquoi je me donne le mal de vivre/ Mon amour&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Louis Aragon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Chi abbia un poco di consuetudine con le riviste letterarie che si pubblicano oggi in Italia rimarrebbe confuso e sconcertato, qualora gli fosse fornita occasione di paragonarle alle esperienze di “militanza culturale” cui il movimento surrealista dette vita e corpo nel corso degli anni venti del secolo passato. Con rare eccezioni, prevale tra le odierne riviste del settore uno scoramento di tipo nostalgico-aventiniano, puntigliosamente procline a deprimere ogni impulso ad una acquisizione di responsabilità nei confronti del tempo in cui viviamo. Sicuramente ciò è imputabile ad un più vasto processo che sospinge l’attuale discorso letterario dentro l’unanime &lt;em&gt;cul de sac&lt;/em&gt; della specializzazione dei saperi e delle conoscenze. Non sarebbe neanche troppo azzardato constatare una fascistizzazione operante in ciascuna branca del sapere, subita e assecondata da quanti, bruciati dalla miseria presente, sopravvivono adeguandosi agli scarsi privilegi che accordano loro le forme contemporanee del corporativismo culturale. Le grandi catastrofi umane del secolo trascorso furono rese possibili dallo sfruttamento su basi tecnico-scientifiche delle risorse repressive tradizionali: la struttura della famiglia patriarcale, il nazionalismo imperialista e un misticismo autoritario e strumentale. Oggigiorno l’evoluzione tecnologica, della quale non sarebbe onesto né attento negare gli indubbi benefici arrecati alle condizioni materiali dell’esistenza sebbene poi li distribuisca secondo i criteri di atavismi oppressivi e ingiusti, dota la dominazione capitalista degli strumenti propri ad un regime del controllo potenzialmente assoluto; e il terrore assoluto è la conseguenza in atto di ciò, sul piano degli effetti psicologici di massa, capillari e pervasivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La rivista &lt;em&gt;La Révolution surréaliste&lt;/em&gt; incluse, nel numero di esordio andato alle stampe nel Dicembre del 1924, un’inchiesta che, per così dire, prendeva il terrore per le corna, dal titolo significativo ed esplicito: “le suicide est-il une solution?”. Fuor di retorica, si trattò di una chiamata all’appello, tramite la quale fu richiesta agli artisti, ai poeti e agli intellettuali che intendevano contribuire al progetto editoriale una presa di responsabilità totale, in integrità di corpo e di pensiero, coerente al principio di realtà e a quello del desiderio. Al quesito risposero, tra gli altri: André Breton, Jean Paulhan, che sarebbe presto divenuto il direttore della prestigiosa &lt;em&gt;Nouvelle Revue Française&lt;/em&gt;¹, Antonin Artuad , René Crével. Già in questo sintetico elenco troviamo uomini che difesero fino alle conseguenze estreme l’impegno assunto allora. Di Artaud sono note le tragiche vicissitudini e la morte presso il sanatorio di Rodez, avvenuta quando ormai tutti gli incubi della bestiale violenza fascista e imperialista si erano catastroficamente avverati. Egli tornò spesso al tema del suicidio, ad esempio con l’illuminante saggio &lt;em&gt;Van Gogh le suicidé de la société&lt;/em&gt;², scritto proprio nell’anno della morte. René Crével, d’altro canto, si tolse la vita nel 1935, in concomitanza con il &lt;em&gt;Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura&lt;/em&gt;, tenutosi a Parigi e durante il quale fu decretata l’espulsione del movimento surrealista. Per comprendere quanti elementi sessuo-economicamente reazionari attecchissero nell’ideologia dei corifei letterari del capitalismo di stato sovietico, basterà citare le accuse che Ilya Ehrenburg mosse ai surrealisti nelle pagine del suo &lt;em&gt;Visti da uno scrittore dell’URSS&lt;/em&gt;: “I surrealisti vogliono sì Hegel, Marx, la Rivoluzione, ma quello che rifiutano è di lavorare. Hanno le loro occupazioni. Studiano, per esempio, la pederastia e i sogni”. René Crével, omosessuale nonché membro del PCF fin dal 1927, trovò nei tristi episodi del congresso ragioni, certo supplementari ad altre profonde e personali, ma ad ogni modo sufficienti a spingerlo al suicidio. Questi furono solo alcuni dei tributi che il surrealismo dovette pagare a causa dell’intransigenza nella lotta intrapresa a favore del libero sviluppo delle istanze profonde dell’inconscio, fermamente antagonista ad ogni idea istituzionale di letteratura, recalcitrante ad ogni specie di compromesso con le fazioni dell’oscurantismo tradizionale e modernista, vuoi quelle coscienti e intenzionate vuoi quelle inconsapevoli e, pertanto, non meno nocive. A conferma di ciò, sul secondo numero della &lt;em&gt;Révolution surréaliste&lt;/em&gt; apparvero alcune lettere aperte, rivolte ai rettori delle università europee, al papa, al Dalai Lama e alle scuole buddiste affinché le coscienze fossero invitate al profondo rivolgimento spirituale che la gravità dei tempi imponeva. La rivoluzione surrealista non si impantanava nel lamento e nel piagnisteo, al contrario muoveva all’attacco, con piena fiducia nella capacità di trasformazione del mondo e dell’uomo propria dell’azione poetica. Sebbene l’idea di Breton per cui la rivoluzione poetica e artistica dovesse pensarsi come parte e punta di lancia di un più generale movimento di liberazione morale, sociale ed economica, sebbene tale idea appaia nitida già al tempo del processo a Maurice Barrès (maggio 1921)³ con cui fu superata la fase dell’agnosticismo dadaista, la posizione del surrealismo nei confronti della lotta di classe internazionalista non fu portata a chiarimento prima della pubblicazione, sul quinto numero della rivista (Ottobre 1925), del testo collettivo &lt;em&gt;La Révolution d’abord et toujours&lt;/em&gt;, tra i cui firmatari figurarono, oltre ai compagni della prima ora (Max Ernst, Louis Aragon, Paul Eluard, Robert Desnos e altri) anche i redattori della rivista politica &lt;em&gt;Clarté&lt;/em&gt;, del periodico di filosofia marxista &lt;em&gt;Philosophies&lt;/em&gt; e del foglio belga &lt;em&gt;Correspondance&lt;/em&gt;. Accanto ad un’incontrovertibile condanna della guerra imperialista che i governi repubblicani e radicali della Terza Repubblica avevano intrapreso in Marocco, vi si può leggere l’esplicita affermazione: “… pour nous la France n’existe pas”. Senza contraddizioni, il surrealismo si poneva, dunque, nel solco della lotta internazionalista contro la dominazione del capitale e i nascenti regimi fascisti. Nel medesimo numero una recensione di André Breton al libro di Lev Trotsky su Lenin⁴, ribadiva la connaturata adesione del surrealismo all’ideale e alla prassi della rivoluzione permanente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Le linee direttrici sulle cui basi si era avviata tale adesione non poterono svilupparsi altrimenti che in una faticosa convivenza all’interno delle fila del PCF, pedissequamente allineato alle direttive staliniste impartite da Mosca. Benché alcune personalità di rilievo del movimento surrealista (André Breton, Louis Aragon, René Crével) si fossero risolte ad iscriversi al partito di Place du Colonel-Fabien, i contenuti e le idee espresse nella rivista dovettero subire il severo vaglio di una commissione politica e Breton, in qualità di direttore responsabile, fu ripetutamente convocato a discuterle e a dare garanzia di lealtà alla politica del comitato centrale. Come Breton stesso ricorda nel libro-intervista &lt;em&gt;Entretiens&lt;/em&gt;⁵, tali colloqui avvenivano “su invito personale, in un’ora assai mattutina, sia nel cortile della scuola della rue Duhesme, sia in una sala della casa dei sindacati, all’avenue Mathurin-Moreau”. Sulla modalità del loro svolgimento Breton si esprime in termini non equivoci, propri ad una cocente delusione: “… niente di più simile, quando ci penso, ad un interrogatorio di polizia”. A dispetto di ciò, e al prezzo oneroso di un’aspra conflittualità interna, concretizzatasi nelle dolorose espulsioni comminate a Antonin Artaud, Philippe Soupault, Pierre Naville e Roger Vitrac, la rivista proseguì sulla sua rotta intransigente e incrollabile, ospitando, nei dodici numeri usciti dal dicembre del 1924 al dicembre del 1929, sempre nuovi contributi e riflessioni, mescolando analisi teorica e prassi poetica, dalle trascrizioni di sogni frutto del lavoro di documentazione del &lt;em&gt;Bureau des récherches surréalistes&lt;/em&gt; di rue de Grenelle alle opere grafiche di André Masson o Giorgio de Chirico, dalla sceneggiatura del capolavoro cinematografico di Luis Buñuel, &lt;em&gt;Un chien andalou&lt;/em&gt;, all’inchiesta “Dall’amore al suo oggetto”, apparsa sull’ultimo numero. In una sorta di ciclo fisiologico, dunque, il surrealismo si pose interrogativi profondamente umani, esordendo con l’inchiesta sul suicidio e concludendo con quella sull’amore e il suo oggetto, in coerenza al postulato baudelairiano: “C’est la Mort qui console, hélas! et qui fait vivre”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;em&gt;Giancarlo Micheli&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;1 Rivista letteraria fondata nel 1909 da André Gide, a partire dal 1911 pubblicata per le edizioni di Gaston Gallimard.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;2 &lt;em&gt;Van Gogh le suicidé de la société (&lt;/em&gt;K éditeur, Paris 1947); trad. italiana: &lt;em&gt;Van Gogh il suicidato della società&lt;/em&gt; (Adelphi, Milano 1988)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;3 Il 13 maggio 1921 quello che era ancora il gruppo dadaista parigino si costituì in tribunale rivoluzionario per giudicare lo scrittore Maurice Barrès, cui fu contestata l’accusa di “aver attentato alla sicurezza dello spirito”, giacché egli, in opere come &lt;em&gt;L'Âme française et la Guerre&lt;/em&gt; (Émile-Paul, Paris 1915-1920) aveva levato entusiastiche lodi all’amor di patria e al sacrificio delle vite dei soldati nelle trincee e sui campi di battaglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;4 &lt;em&gt;Lenin (&lt;/em&gt;Blue Ribbon Books, New York 1925)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;5 &lt;em&gt;Entretiens&lt;/em&gt;, a cura di André Parinaud (Gallimard, Paris 1952); trad. italiana: &lt;em&gt;Entretiens&lt;/em&gt; (Erre emme edizioni, Bolsena 1991) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6256656065876901755?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6256656065876901755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/articolo-pubblicato-sulla-rivista-zeta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6256656065876901755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6256656065876901755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/articolo-pubblicato-sulla-rivista-zeta.html' title='La Révolution surréaliste (1924-1929)'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-1320816350713746107</id><published>2010-08-11T03:18:00.000-07:00</published><updated>2010-12-21T03:17:01.588-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Auden'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><title type='text'>Wystan Hugh Auden – complessità, memoria e ironia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/wystanhughaauden/1"&gt;La Mosca di Milano - intrecci di poesia, arte e filosofia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;(n.21, Edizioni La Vita Felice, Milano 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Wystan Hugh Auden – &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;complessità, memoria e ironia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Rimbaud&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Le notti, gli archi della ferrovia, il puro cielo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;erano ignoti ai suoi orribili compagni;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ma in quel bimbo scoppiò la menzogna del retore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;come una tubatura: poeta lo rese il freddo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il bere che gli offriva l'amico fiacco e lirico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;gli sregolava i sensi in modo sistematico,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ponendo fine a tutto il solito nonsenso;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;finché alla debolezza e alla lira fu estraneo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il verso era una strana malattia dell'orecchio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;sufficiente non era l'integrità; pareva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;l'inferno dell'infanzia: doveva ritentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Adesso, galoppando per l'Africa, sognava&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;un'altra identità, il figlio, l'ingegnere,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;quella sua verità buona per i bugiardi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Wystan Hugh Auden, da &lt;em&gt;Another Time&lt;/em&gt; (London, New York 1940)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Nel marzo del 1938, assieme allo scrittore Christopher Isherwood, amico d’infanzia e suo attuale amante, Auden raggiunse la Cina con l’incarico di realizzare un reportage di guerra. Da alcuni mesi la Cina resisteva all’urto dell’imperialismo nipponico, alle violenze e alle razzie che, in ogni tempo, sono consueto corollario alle campagne belliche. Durante quello stesso anno e durante il successivo, il mondo intero sarebbe sprofondato nel baratro della carneficina globale. Nei commentari in versi, che Auden aggiunse al diario di viaggio dell’amico, si leggono alcuni passi che illustrano bene la profondità e la consapevolezza alle quali, già in quel tempo, era approdata la sua poetica: “Ѐ questo un settore e un episodio della generale guerra tra i morti e i non ancora nati, tra il Reale e l’Immaginario, che, per la creatura che crea, comunica e sceglie, unica tra gli animali conscia dell’incompiuto, è, nell’essenza, eterna”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Allora Wystan era già poeta affermato. Nel 1930 era stata pubblicata, presso la prestigiosa casa editrice londinese Faber&amp;amp;Faber, la sua prima raccolta di versi, dal titolo icastico e promettente, Poems. Egli vantava, inoltre, la stima di Thomas Stearn Eliot, che di Faber&amp;amp;Faber era direttore editoriale, nonché di altri poeti e critci: Stephen Spender , Dylan Thomas o Naomi Mitchison, la quale, sulle pagine di &lt;em&gt;The Week-end Review&lt;/em&gt;, recensì la sua opera di esordio con toni encomiastici. In virtù di tali titoli di merito l’opinione pubblica inglese gli perdonava ciò che appena cinquant’anni prima non aveva potuto perdonare ad un altro grande della letteratura patria, Oscar Wilde. Se le inclinazioni omosessuali, che Wystan viveva con coraggio e senza infingimenti, non pregiudicavano agli occhi del pubblico il suo valore di poeta, nondimeno procuravano che egli fosse considerato con sospetto e fatto segno di prudente biasimo, soprattutto presso gli ambienti ideologicamente conservatori e perbenisti. Ricordiamo che i comportamenti omosessuali, nel Regno Unito, iniziarono gradualmente ad essere depenalizzati soltanto a partire dal 1923, quando Wystan era un ragazzo di sedici anni. Il poeta di York, del resto, vantava altre caratteristiche tali da riuscire invise a molti dei sudditi britannici, in anni in cui l’impero coloniale andava dissolvendosi assieme ai sistemi del libero scambio e della base aurea grazie ai quali al Regno era stata, fino ad allora, garantita potenza politica e prosperità industriale. In quegli anni trenta, quando il governo e il senso comune inglesi non avevano ancora maturato una posizione chiara e cosciente nei confronti della minaccia nazista, la esplicita adesione di Auden all’ideologia marxista non giovava certo ad un consenso alla sua opera che fosse unanime e diffuso. In un frangente storico durante il quale anche in Gran Bretagna, modello di stabilità politica e sociale, il movimento fascista di sir Oswald Mosley era riuscito a guadagnare non pochi proseliti, a quanti componevano i ceti colti e professionali, tradizionali consumatori della letteratura, non doveva essere insolito né arduo giudicare con patriottico disprezzo opere satiriche e dall’ironia pungente quali &lt;em&gt;The Orators&lt;/em&gt; (1932) o le pièces teatrali composte a quattro mani assieme a Isherwood (&lt;em&gt;The Dance of Death&lt;/em&gt;, 1933; &lt;em&gt;The Dog Beneath the Skin&lt;/em&gt;, 1935; &lt;em&gt;The Ascent of F6&lt;/em&gt;, 1937). A dispetto di ciò Auden poteva allora godere di amicizie importanti, principalmente negli ambienti progressisti; egli si giovava della solidarietà e della simpatia di uomini illustri, dalla incontestabile autorevolezza. Apparteneva, pertanto, e a pieno titolo, alla classe intellettuale, al ristretto novero di brillanti e censiti ingegni alle cui cure erano, per consuetudine, delegate le scelte decisive, vuoi nel campo pratico vuoi in quello spirituale. Quand’anche costoro si sbagliassero, essi erano, pur tuttavia, ben consapevoli delle ragioni che li avevano tratti in inganno. Perciò, se Wystan non era esecrato pubblicamente e in modo esplicito, era soltanto perché chi lo avesse fatto sarebbe stato giudicato un inopportuno ingenuo. A sottrarsi a tutto ciò il poeta aveva già provato: prima arruolandosi come autista nelle brigate internazionaliste che avevano combattuto nella guerra civile spagnola, poi accettando da parte di Random House e Faber&amp;amp;Faber l’incarico per il reportage di guerra in Cina. Al ritorno dall’oriente egli decise di lasciare definitivamente l’Inghilterra per gli Stati Uniti, dei quali ricevette in seguito la cittadinanza, nel 1946.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il suo imbarco per New York rese a molti, in patria, l’opportunità per apostrofarlo come un traditore, un egoista che, di fronte ai difficili frangenti che il paese si apprestava ad affrontare, non aveva saputo rinunciare agli agi e ai conforti che oltreoceano gli sarebbero stati dispensati. Soprattutto da parte di coloro che avevano condiviso con lui idee radicali e progressiste egli fu aspramente criticato. La sua partenza dall’Europa, che andava a grandi passi sprofondando nella barbarie, dovette avvenire in uno stato d’animo affine a quello in cui Arthur Rimbaud raggiunse il continente africano, l’altra terra o la terra dell’altro, dove egli aveva ricercato un orizzonte da inseguire, la liberazione dalla bellicosa angustia della quotidianità borghese, il risarcimento, attraverso la distanza, della ferita della sua diversità, del suo essere poeta. Wystan lo raccontò in una delle liriche più belle della raccolta &lt;em&gt;Another Time&lt;/em&gt; (1939), il sonetto dedicato appunto a Rimbaud, che si conclude così: “Now, gallouping through Afrika, he dreamed/ Of a new Self, the son, the engineer,/ His truth acceptable to lying men.”¹&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Nondimeno, non fu il risentimento a indurlo ad abbandonare la terra natale. Nel corso del secondo anno della sua residenza newyorchese egli ebbe a scrivere, in una lettera indirizzata all’amico Louis McNeice, che sia in Inghilterra che negli Stati Uniti “oggi un artista si sente essenzialmente solo, intrecciato a radici morenti, sempre in opposizione ad un gruppo”, con la sola ma fondamentale differenza che in America “assieme a 140 milioni di solitari che gli girano attorno egli è costretto a non perdere il suo tempo ad uniformarsi oppure a ribellarsi”. Una necessità interiore, che non poteva non emergere né poteva essere censurata, lo sospingeva a creare una lingua poetica dove il mito si intrecciasse all’esperienza, foss’anche l’esperienza banale e quotidiana, della quale egli, con lucidità unica e penetrante, intuì la tendenza a ridursi ovunque alla forma monopolista della nevrosi di massa, sotto tutte le latitudini e tutti i regimi. Tale consapevolezza fu espressa in maniera mirabile nelle raccolte di versi scritti durante i suoi primi anni americani: &lt;em&gt;The Double Man&lt;/em&gt; (1941), &lt;em&gt;For the Time Being&lt;/em&gt; (1944), &lt;em&gt;The Age of Anxiety&lt;/em&gt; (1947) e &lt;em&gt;The Shield of Achilles&lt;/em&gt; (1955).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In questi anni si operò nel poeta un ripensamento profondo delle radici della propria particolare vocazione, del resto mai disgiunto da una riflessione generale sulle condizioni di esistenza di una poetica possibile; ne fu segno distintivo il tema del disvelamento delle molteplicità, sottaciute o alluse, in ogni fissazione identitaria del pensiero. “All real unity commences/ In consciousness of differences”² scrisse in &lt;em&gt;The Age of Anxiety&lt;/em&gt;, dove le differenze sono tanto quelle tra gli individui, socialmente determinate dai modi delle loro relazioni, quanto quelle che ripartiscono internamente i soggetti di ogni enunciazione e di ogni atto. Nel lungo poema &lt;em&gt;Horae canonicae&lt;/em&gt;, che fu pubblicato all’interno della raccolta &lt;em&gt;The Shield of Achilles&lt;/em&gt;, le voci del carnefice, della vittima e del testimone intrecciano una soggettività elegiaca sostante in una vigilia atemporale, che è il momento antropologico dell’attesa, completo dei fremiti del corpo che si risveglia e delle immagini inconsce che lo incalzano dal sonno, non meno di quanto sia il Venerdì di cui parla la teologia cristiana o la memoria di altri eventi messianici, più a fondo dimenticati. La sostanza della sua ricerca, instancabilmente rivolta a esplorare la complessità e la profondità dell’essere, spiega anche il suo riavvicinamento, che data dal periodo in questione, alla religione cristiana. Se, dunque, nel Dicembre del 1939, dopo essere rimasto turbato alla visione dell’esultanza nazionalistica del pubblico di immigrati tedeschi che gremiva una sala cinematografica di New York, egli ricusò i versi con cui, nella celebre lirica &lt;em&gt;Spain&lt;/em&gt;, aveva invocato la resistenza internazionalista, Auden non si riaccostò alla teologia per averne rassicurazioni equivoche sul senso di una perduta identità. Il tempo dei nazionalismi armati già inscenava apertamente la sua profana apocalisse, e il poeta aveva di ciò coscienza troppo acuta per incamminarsi a ritroso sul terreno che aveva lasciato dietro si sé (i nonni di Auden erano stati entrambi pastori della Chiesa d’Inghilterra, e il loro lascito spirituale era stato ricevuto con devozione dai genitori del poeta). Il suo senso del sacro fu, al contrario, sempre accompagnato da una tensione inestinta verso l’incontro con la diversità, che Wystan testimoniò pure nella vita, unendosi sentimentalmente al poeta ebreo Chester Kallman, stringendo sodalizio con i poeti afro-americani Owen Dodson e Robert Hayden, dimostrando una spiccata sensibilità per la nuova condizione della donna nei mutati contesti sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Quando Auden rivide il proprio giudizio su alcune sue opere passate e mutò posizione rispetto all’ideologia marxista, della quale i suoi lavori degli anni trenta erano impregnati, non fu affatto per aderire a posizioni retrive quali, nel mondo letterario anglosassone, ne avevano espresse autori nazionalisti e antisemiti come Wyndham Lewis: “Whichever cause you adopt it is a game purely and simply. The only important thing is to be on the side to which you belong”³. Al contrario, Auden, pur riconoscendo la propria appartenenza alla “bourgeoisie” (“No, I am a bourgeois” egli conclude una lettera all’amico Rupert Doone, nella quale spiega le ragioni che, nel 1932, lo avevano fatto desistere dall’aderire al partito comunista), proseguì il proprio cammino artistico e esistenziale sul sentiero che, sebbene egli fosse consapevole dei limiti e della perfettibilità umane, liberasse la sua visione sulla prospettiva del futuro, tenendola in equilibrio sulle corde parallele della soggettività desiderante e delle tendenze storiche oggettuali. Nelle raccolte che pubblicò nell’ultima parte della vita, da &lt;em&gt;Homage to Clio&lt;/em&gt; (1960) a &lt;em&gt;Thank You, Fog&lt;/em&gt; (1974), egli fuse in maniera sempre più felice il metro classico, giambico o trocaico, alla lingua colloquiale e gergale, traendone, sotto gli auspici di una musa congeniale e ironica, l’esito di versi lievi e magnanimi, dispensati dalle labbra di un esperto centauro che abbia oramai appreso a dimenticare le verità da cui i suoi futuri discepoli non mancheranno di essere scossi e, forse, risvegliati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sono esempio di ciò i versi, amari e disillusi, con i quali il poeta riflettè sull’occupazione sovietica della Cecoslovacchia, in &lt;em&gt;August 1968&lt;/em&gt;: “About a subjugated plain,/ Among its desperate slain,/ The Ogre stalks with hands on hips,/ While drivel gushes from his lips”⁴.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;1 “Ora, attraversando l’Africa al galoppo, sognò/ Di un nuovo sé, il figlio, l’ingegnere,/ La sua verità accettabile per i bugiardi.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;2 “Ogni autentica unità comincia/ Nella consapevolezza delle diversità.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;3 “Qualsiasi causa tu adotti, si tratta di un puro e semplice gioco. La sola cosa importante è, invece, scegliere di stare dalla parte cui si appartiene” in &lt;em&gt;English Review&lt;/em&gt;, 59 (Novembre 1934).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;4 “Lungo una soggiogata pianura,/ Tra le sue vittime disperate,/ l’Orco incede con disinvoltura,/ mani sui fianchi e facendo battute.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-1320816350713746107?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/1320816350713746107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/articolo-pubblicato-sulla-rivista-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1320816350713746107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/1320816350713746107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/08/articolo-pubblicato-sulla-rivista-la.html' title='Wystan Hugh Auden – complessità, memoria e ironia'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-8103619706237365831</id><published>2010-03-14T06:36:00.000-07:00</published><updated>2010-12-22T22:14:14.336-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='christianity'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nihon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddhism'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spiritualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>La grazia sufficiente</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata in:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.literary.it/dati/literary/altri2/la_grazia_sufficiente.html"&gt;&lt;em&gt;Literary.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.modulazioni.it/Salotto/Critica-Saggistica/stefano-busellato_grazia-sufficiente-di-micheli.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Modulazioni.it&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://parentesidellascrittura.myblog.it/list/recensioni/1656914647.2.pdf"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;La parentesi della scrittura.myblog.it&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=10764"&gt;&lt;em&gt;BDM.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;La grazia sufficiente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (Campanotto, Udine 2010) di Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;«Di tutte le cose che soddisfano i suoi bisogni l’uomo attribuisce il maggior valore a quelle che meno gli sono indispensabili». È uno dei tanti aforismi che punteggiano il testo di Micheli. È un aforisma dal sapore orientale, quasi una massima confuciana, ma è anche una sentenza occidentale, che contiene una critica implicita al capitalismo che in occidente ha avuto i propri albori. Vorrei proporre come chiave di lettura del romanzo di Micheli la sovrapposizione, il rovesciamento tra oriente e occidente che si ritrova lungo tutto il testo, a cominciare dal titolo: La grazia sufficiente. Un titolo pertinente alla piena teologia cattolica e quindi occidentale. La grazia sufficiente è la grazia che avremmo perso dopo la caduta del peccato originale; grazia efficiente è invece il dono che Dio ci offre di ristabilirci nella grazia originaria attraverso la morte e la resurrezione del Cristo. Quello di grazia sufficiente, del resto, è anche concetto fondamentale della teologia protestante, in particolare della dottrina della predestinazione, nella quale Weber, come è accennato in un passo del libro, vede nell’etica protestante il punto germinale del capitalismo. Dunque un titolo che fa esplicito riferimento alla teologia cristiana, occidentale, per un romanzo però ambientato in Giappone. Due personaggi: un giapponese Taisho, che studia per conformarsi al modello occidentale, e un olandese, Baruch, che vivrà in Giappone ed assumerà gli usi e i costumi del luogo. La scena principale del romanzo è posta a Nagasaki, città che, a distanza di pochi anni da quelli in cui si svolgono le vicende narrate, rappresentò il punto di impatto più devastante nell’incontro tra Occidente e Oriente. Il libro offre un ricchissimo campionario di tali luoghi d’incontro e rovesciamento, uno dei quale è proprio la ricchezza. Una ricchezza intesa in senso occidentale, sotto la categoria della quantità, ma non disgiunta da una correlativa accezione orientale, quale ricchezza interiore e dissipazione di essa. La ricchezza è anche la cifra più evidente della concrezione stilistica dell’opera. Quello del Micheli è uno stile ricercato, minuzioso, alto, dove ricorre un continuo utilizzo di vocaboli desueti, non perché arcaici ma perché esclusi dall’uso quotidiano della lingua; vi emerge un tentativo di riportare la nostra lingua a una ricchezza che le è propria, proprio in un momento in cui si sta, ovvio costatarlo, terribilmente impoverendo. La critica letteraria ne fa all’autore in qualche modo un cruccio, travisando completamente questo punto specifico. Anche critici letterari rinomati, pur riconoscendone il valore di scrittore, rimproverano a Micheli, chi direttamente chi indirettamente, il limite dello stile. Io trovo che sia come muovere rimbrotto a Monna Lisa perché non sorride a tutta bocca o per lo meno non se ne stia seria come ritrattistica vuole. Lo stile è invece l’elemento peculiare della scrittura di Micheli. Uno stile che esige senza dubbio una grande attenzione, richiede al lettore la stessa fatica richiesta all’autore per metterlo sulla pagina. Soltanto qualora si consideri la letteratura come svago, gli può essere rimproverato uno stile così personale e così riuscito. Uno stile troppo ricercato, è stato detto; sicuramente ricercato, nel senso però di frutto di una ricerca, che, peraltro, ottiene evidenti risultati. La grazia sufficiente è il terzo romanzo del Micheli; chi conosca i precedenti sa delle difficoltà che si incontrano nell’affrontarne le prime pagine, e sa anche del piacere che si prova ad andare avanti, sa della facilità con cui, una volta che si sia acquisita familiarità con i modi narrativi dell’autore, si voglia impazientemente arrivare all’epilogo e come, guardandosi poi indietro, si rimanga estremamente grati alla ricercatezza e al non svilimento di parole che costituiscono il valore della lingua italiana. Tipico dello stile del Micheli è un continuo, quasi ossessivo, accoppiamento di sostantivo e aggettivo, spesso di sostantivo e aggettivi. Scrive Cesare Pavese nel Mestiere di vivere: «Anche se proviamo un palpito di gioia a trovare un aggettivo accoppiato con riuscita a un sostantivo, che mai si videro insieme, non è stupore all’eleganza della cosa, alla prontezza dell’ingegno, all’abilità tecnica del poeta che ci tocca, ma meraviglia alla nuova realtà portata in luce». Il valore della prosa del Micheli risiede esattamente nella capacità, dispiegata in ogni frase e in ogni periodo, di portare alla luce nuove realtà, dapprima linguistiche ma che si trasformano, poi, in nuove realtà prettamente percettive. Alla conclusione della lettura di un romanzo di Micheli traiamo una percezione dell’esistente estremamente più ricca di quanto ci era compagna prima. Anche dal punto di vista narrativo riscontriamo una analoga abbondanza (ricchezza) di temi e di strutture. E sono certo che la critica meno attenta sarà pronta a pretendere il diritto di bacchetta. Anche qui sarebbe solamente fraintendere un punto invece essenziale. Due personaggi indipendenti, l’uno reincarnazione dell’altro, forse, si incontrano in maniera sfumata, in sogno, un ricongiungimento onirico. Si incontrano nuovamente, forse, di nuovo nel capitolo conclusivo. Tutto ciò avviene in forme e stati di coscienza molto vicini a quelli che Esiodo attribuisce a Hypnos, figlio della Notte e fratello della Morte. Qua il sogno è soglia privilegiata tra il mondo dell’al di qua e la vita dell’al di là, tra la realtà presente ed una ulteriore. Il sogno, sia nella filosofia orientale che nella nostra occidentale, è stato da sempre considerato manifestazione di una realtà parallela, alternativa, portatrice di messaggi peculiari e verità più profonde; dopo che il razionalismo moderno lo ebbe relegato entro i confini dell’illusorio, si sono dovute attendere le prove fornite dalla psicanalisi affinché fosse rimesso al posto che gli compete. In tal senso si potrebbe dare allo stile di Micheli la definizione di realismo onirico, così come di onirico realismo si compone la narrazione della Cabala. Anche nella struttura narrativa de La grazia sufficiente ritroviamo due serie parallele e tra di loro intrecciate: ancora una volta Occidente, nella precisione linguistica e dei riferimenti culturali, e Oriente, nei concetti portanti di possibilità e dissipazione. Taluni personaggi, talune vicende vengono presentati con i chiari segni di essere determinanti per il prosieguo della storia, e invece come così compaiono dispaiono. Talvolta sembra che la storia prenda una certa via, ma subito dopo ne imbocca invece una diversa e non prevedibile. Personaggi che sembrano poter essere coprotagonisti svaniscono poi nel nulla, proprio come nel sogno, proprio come nella vita, nella realtà. La saggezza orientale ha inteso il concetto di giusto mezzo come pari possibilità degli estremi. Solo Bruno e Spinoza, nella filosofia occidentale, hanno espresso concezioni simili. Non a caso il protagonista del romanzo di Micheli, ebreo convertito al calvinismo, porta lo stesso nome di battesimo di Spinoza, Baruch. La cifra che caratterizza i personaggi del romanzo e le loro relazioni non è l’equidistanza, di consuetudine e stampo occidentali, bensì la equiprobabilità; non è la mezza misura, la medietas, la mediocritas, ma piuttosto una fluttuazione attiva, un movimento che si dispiega di nuovo come in sogno, ancora una volta come nella realtà. Il movimento nella filosofia orientale è un processo, una via; la parola Tao significa ciò: la via. Il filosofo taoista Meng Zi scrisse: «Si lede il Tao se ci si attiene all’uno, se si accoglie un principio e se ne trascurano cento». Il taoismo invita dunque a contemplare la pari probabilità di un accadimento e del suo contrario. Tutto il testo di Micheli è, in qualche modo, una ripetizione di questa saggezza orientale. Sembra che qualcosa accada, ma la sua evenienza svanisce nel nulla; possibilità non preparate dall’intreccio prendono invece importanza all’improvviso e rilanciano la narrazione. Ritornando, per un attimo, sull’esame del piano linguistico, la lingua del romanzo di Micheli si lascia contaminare dai modi propri del mondo culturale che raffigura, esprimendosi in alcuni passi per accenni, per additamenti. Nel modo di parlare dell’Oriente una frase non si chiude come la si pensa e la si chiude in occidente ma, per così dire, si riassorbe appena accennata. Come in questo apologo che si trova nel libro di Zhuang Zi: “Al maestro venne chiesto: «Che cos’è la saggezza». Il maestro rispose: «Un allevatore di scimmie distribuiva ghiande alle scimmie dicendo: vi darò tre ghiande al mattino quattro alla sera. Le scimmie si dimostrarono innervosite. Ve ne darò quattro la mattina e tre la sera. Le scimmie ne rimasero incantate». Si tratta di accenni che non appartengono alla razionalità conchiusa, che abbisogna di un significato immediato, quale si presenta nella forma tipica del saggio filosofico occidentale. Anche l’esergo del romanzo di Micheli è tratto dal libro di Zhuang Zi: “Una volta Zhuang-zi sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte e ignara di essere Zhuang-zi. Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore di essere Zhuang-zi. Non seppe più allora se era Zhuang-zi che sognava di essere una farfalla, o una farfalla che sognava di essere Zhuang-zi. Tra lui e la farfalla vi era una differenza. Questo è ciò che chiamano la metamorfosi degli esseri”. Questo movimento è quello del Tao, la via. E il libro di Micheli si chiude con una seconda sentenza del libro di Zhaung Zi, riportata nella nota che chiosa l’ultima frase del testo: “Il Tao supremo non ha nome; il discorso supremo non ha parole; la benevolenza suprema esclude qualsiasi benevolenza parziale; la purezza suprema è senza ostentazione; il coraggio supremo è privo di crudeltà”. Nell’allusione, nella suggestione, nel senso vago sta il fondamento della saggezza orientale. In cinese la parola Wei ha un doppio significato: senso e sapore. Il senso si gusta. Del resto anche nella nostra lingua il termine saggezza deriva dal latino sapore. La logica del discorso filosofico orientale non è di tipo razionale (ratio), che ripartisce, ma è una logica sfumata, che si gusta e si lascia sciogliere sulle papille gustative della mente o dell’anima. Nel pensiero orientale esiste il contrario della verità, ma non è, come in occidente, la falsità; è piuttosto la parzialità. Non vero è ciò che non riesce ad abbracciare tutte le possibilità dell’esistente. Si tratta, dunque, di un tipo di logica del tutto contraria a quella esclusiva (non contraddizione, terzo escluso) su cui si fonda il pensiero occidentale da Aristotele in poi. Tale logica è invece inclusiva, ogni possibilità è mobile e fluttuante, e ricompare ovunque lungo tutto il romanzo di Micheli. Auguste Blanqui, rivoluzionario nizzardo che fu internato nella prigione dello château d'If in seguito al fallimento della Comune di Parigi di cui era stato membro, ebbe un’idea assolutamente orientale, che più tardi Nietzsche riprese nella propria concezione dell’eterno ritorno e che può rischiarare bene l’intreccio narrativo adottato da Micheli. Scrive Blanqui nel breve saggio del 1871 L’éternité par les astres: «Esiste una terra in cui ogni uomo segue la strada che il suo sosia ha disprezzato nell'altra. La sua esistenza si sdoppia in due globi diversi, e poi si biforca una seconda, una terza volta, migliaia di volte. Possiede così dei sosia identici e incalcolabili varianti di sosia, che sono la stessa persona moltiplicata, ma che condividono solo dei frammenti dello stesso destino. Tutto ciò che si sarebbe potuto essere quaggiù, lo si è altrove, da qualche altra parte». Un’idea visionaria e terribilmente affascinante: altrove continuano a vivere le possibilità che qui abbiamo scartato. Questo sapiente utilizzo del concetto di possibilità è anche il merito che si deve dare a un libro come La grazia sufficiente, al cui autore dobbiamo essere grati per un testo di tanta ricchezza in un momento di così buia povertà culturale, un testo tanto ricco da dissipare, tanto onirico da mostrare che il reale è costituito da molteplici e diversi possibili, che noi rifuggiamo quando siamo sopraffatti dalla paura o quando li percepiamo quali possibili imprevisti, ostacoli al tranquillante prevedibile e dei quali, per timore, ce ne priviamo. Scrive Kong Zi nel libro dei Dialoghi, il Lun Yu: “Guardo in alto ed è sempre più in alto. Cerco di entrarvi ed è sempre più impenetrabile. Lo vedo davanti e ad un tratto è dietro.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Stefano Busellato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli, La grazia sufficiente (Campanotto, Udine 2010)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.bol.it/libri/grazia-sufficiente.-CD-Audio/Giancarlo-Micheli/ea978884561133/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845611339/micheli-giancarlo/grazia-sufficiente-con-cd.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.amazon.it/grazia-sufficiente-narrativa-Prosa-contemporanea/dp/8845611337/ref=sr_1_1?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291728752&amp;amp;sr=1-1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/grazia-sufficiente-cd-audio-micheli/libro/9788845611339&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.webster.it/libri-grazia_sufficiente_cd_audio_micheli-9788845611339.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://pianetalibri.webchising.it/area-libri/narrativa-italiana/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://shop.radiocnr.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://shop.radiocnr.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://shop.kisskiss.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://shop.kisskiss.it/area-libri/altri-generi/la-grazia-sufficiente/dettaglio/id-2749768/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://libri.dvd.it/altri-generi/la-grazia-sufficiente-con-cd-audio/dettaglio/id-2749768/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://libri.dvd.it/altri-generi/la-grazia-sufficiente-con-cd-audio/dettaglio/id-2749768/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;lettura dal prologo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Iacopo Vettori&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="364" width="445"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/WgLDmCDmj80&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x234900&amp;amp;color2=0x4e9e00&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/WgLDmCDmj80&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-8103619706237365831?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/8103619706237365831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/03/la-grazia-sufficiente-campanotto-udine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8103619706237365831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8103619706237365831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/03/la-grazia-sufficiente-campanotto-udine.html' title='La grazia sufficiente'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-6411616467767049491</id><published>2010-03-08T12:14:00.000-08:00</published><updated>2010-12-19T06:30:38.805-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='christianity'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesía'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poetry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nihon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buddhism'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spiritualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='littérature'/><title type='text'>La grazia sufficiente (Campanotto, 2010)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La grazia sufficiente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (Campanotto, 2010)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Nella lingua cinese il termine &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ren&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; - che ritorna quasi come un leit-motif nel libro di Confucio, il Lun Yu (V sec. a.C.) - significa: &lt;em&gt;&lt;strong&gt;uomo in quanto altro da sé&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Si scrive unendo gli ideogrammi che designano, rispettivamente, il concetto di "uomo" e quello del numero "due". Ulteriori significati che il termine Ren può assumere sono quelli di "benevolenza", "simpatia". Al contrario di quanto avviene nella nostra tradizione filosofica, sviluppatasi attorno al nucleo della coscienza individuale, la soggettività orientale si coglie, o si sfiora, sotto la luce della relazione originaria tra gli individui. Il romanzo &lt;em&gt;&lt;strong&gt;La grazia sufficiente&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; cerca di riflettere, nello specchio del pensiero e della vita ad occidente, l'immagine di questa differenza sostanziale. La traiettoria della narrazione è aperta verso il raggiungimento del frutto di una coscienza reciproca e sensibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;per ulteriori informazioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.campanottoeditore.com/vedilibro.php?pagina=catalogoelencolibri.php&amp;amp;idlibro=1818"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.campanottoeditore.com/vedilibro.php?pagina=catalogoelencolibri.php&amp;amp;idlibro=1818&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Campanotto editore&lt;br /&gt;via Marano, 46&lt;br /&gt;33037 Pasian di Prato UD&lt;br /&gt;tel. 0432 699390 – 0432 690155&lt;br /&gt;fax 0432 644728 – 0432 644342&lt;br /&gt;email: &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:edizioni@campanottoeditore.it"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;edizioni@campanottoeditore.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:inga@campanottoeditore.191.it"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;inga@campanottoeditore.191.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.campanottoeditore.it/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;www.campanottoeditore.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;lettura dal capitolo X&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ilaria Pardini&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="364" width="445"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/yMTMx_ZbHnk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-6411616467767049491?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/6411616467767049491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/03/la-grazia-sufficiente-campanotto-2010.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6411616467767049491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/6411616467767049491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/03/la-grazia-sufficiente-campanotto-2010.html' title='La grazia sufficiente (Campanotto, 2010)'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-8180323023684158362</id><published>2010-02-21T15:11:00.000-08:00</published><updated>2010-12-19T23:08:36.908-08:00</updated><title type='text'>La parentesi della scrittura</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un link verso la pagina dove l'amica Tiziana Fratini ha offerto attenzione alla mia scrittura. Per sguardi oltre l'orizzonte che, attraverso ciò che è vicino, vedano alla più grande distanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tizianafratini.xoom.it/virgiliowizard/look-at-the-book"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://tizianafratini.xoom.it/virgiliowizard/look-at-the-book&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-8180323023684158362?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/8180323023684158362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/02/un-pasaggio-alla-bella-pagina-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8180323023684158362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8180323023684158362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2010/02/un-pasaggio-alla-bella-pagina-che.html' title='La parentesi della scrittura'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-8351090525596297655</id><published>2009-12-17T12:33:00.001-08:00</published><updated>2010-12-21T04:07:19.751-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigration'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Indie Occidentali</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;recensione pubblicata in:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/patriaindipendente_recensione_indie_occidentali/1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Patria indipendente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(n. 4, Maggio 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/arcipelago44_-recensione_indie_occidentali/1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Arcipelago&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;(n.44, Luglio-Agosto 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.literary.it/dati/literary/luciani_luciano/indie_occidentali.html"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Literary.it&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(n.5, 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://recensione.blogspot.com/2009/07/indie-occidentali-di-giancarlo-micheli.html"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;LibereRecensioni.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(Luglio 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarlo Micheli, Indie Occidentali, prefazione di Manlio Cancogni, Campanotto editore, 2008, Pasian di Prato, (Ud), pp. 220, Euro 15,00&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Di una storia di emigrazione, la formidabile epopea che ha coinvolto per circa un secolo oltre venti milioni di nostri connazionali, tratta Indie occidentali, il secondo romanzo dello scrittore viareggino Giancarlo Micheli. Protagonisti Aurelio ed Erminia, una giovane coppia di sposi: provengono dalla civile Toscana, e non appartengono alla vasta schiera dei disperati che, a frotte, in cerca di fortuna approdano nell’isoletta di Ellis Island di fronte a New York. Sono alfabetizzati e in possesso di risorse esigue, ma sufficienti, per intraprendere nella metropoli statunitense una modesta attività in proprio, la conduzione di un piccolo bar nel quartiere di Little Italy. In più godono della protezione del Sor Clemente un’ambigua figura di ‘faccendiere’, potente intermediario tra le masse brulicanti dei senza lavoro e senza diritti provenienti da tutte le regioni d’Italia e gli interessi di un capitalismo rapace e selvaggio. E anche Aurelio ed Erminia, da una condizione sociale minimamente favorita, si troveranno in poco tempo a precipitare tra asprezze della lotta per l’esistenza. Una vera e propria ‘discesa agli Inferi’, che, se li porterà a conoscere sulla propria pelle la disumanità della condizione operaia, prima negli stockyards (recinti per il bestiame) di Chicago e poi nelle fabbriche tessili del New Jersey, permetterà loro di conquistare coscienza di sé e delle necessità dell’agire collettivo per affermare imprescindibili valori di umanità e solidarietà. Una vicenda, quella di Aurelio ed Erminia, che inizia a New York nei giorni della prima pucciniana della Fanciulla del west - è il 10 dicembre 1910 - e sempre a New York trova la sua tragica conclusione.. Sì, perché finisce amaramente l’avventura dei due sposi di Ponte a Moriano nelle nuove Indie Occidentali: termina, però, trionfalmente per la comunità proletaria di Paterson, di cui, ormai, i due fanno organicamente parte. Perché addirittura nel Madison Square Garden della metropoli statunitense, nel pieno di una durissima vertenza sindacale contro i padroni del tessile e i sindacati compromessi e rinunciatari, gli operai di Paterson riescono a portare in scena e a gridare, forti e chiare, le proprie ragioni di giustizia sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Nelle sue pagine, Giancarlo Micheli, sotto la forma del romanzo, ci spiega di “che lagrime grondi e di che sangue” la società che si andava forgiando oltre Atlantico nei primi anni del secolo scorso. E lo fa alla sua maniera, personalissima. Facendo parlare uomini e donne posti ora ai gradini più bassi, ora ai vertici della scala sociale, colti nelle loro miserie e grandezze, egoismi e generosità. Felici invenzioni narrative si intrecciano con una puntuale e dettagliatissima ricostruzione storico/documentaria. Bella, per esempio, la descrizione della comunità di Paterson, uno dei punti di riferimento dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti: oltre 20.000 mila persone che, oltre a conservare un tenace legame identitario con la patria d’origine, in quella d’adozione seppero praticare nel concreto i valori della solidarietà di classe e un coerente e tenace impegno nelle lotte per il lavoro e per una vita più degna di essere vissuta. Così noti personaggi storici come Giacomo Puccini, lo scrittore socialista Jack London, il giornalista John Reed, l’agitatore anarchico Carlo Tresca, il sindacalista Big Bill Haywood, il banchiere Morgan, l’intellettuale e filantropa Mabel Dodge incrociano tanti e tanti personaggi d’invenzione. Rimangono nella memoria e nel cuore oltre ai due protagonisti, Aurelio ed Erminia, Venanzio, Olga e la sua famiglia di origine piemontese, i Botto che hanno fatto della solidarietà di classe una ragione e uno stile di vita… Notevole anche la lingua scelta da Micheli: composita, un vero e proprio pentolone ribollente in cui si mescolano le lingue e i dialetti delle emigrazioni italiane ed europee a cui fanno da controcanto le riflessioni dell’Autore espresse in frasi dalla sintassi complessa, che non disdegna termini colti, letterari, filosofici. Perché, anche se se si raccontano storie di donne e uomini semplici e mossi da ragioni elementari, a esempio la lotta per la vita, l’interpretazione dei fatti presenta sempre complessità, complicatezze, umanissime sfumature.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Luciano Luciani&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;altri testi sul romanzo si trovano a:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.literary.it/autori/dati/micheli_giancarlo/giancarlo_micheli.html"&gt;&lt;em&gt;Literary.it/autori&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.alleo.it/content/giancarlo-micheli-indie-occidentali"&gt;&lt;em&gt;Alleo.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bazarweb.i-node.it/index.php?action=ShowArticle&amp;amp;id=8268"&gt;&lt;em&gt;Bazarweb.i-node.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;"Indie occidentali" di Giancarlo Micheli (Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-8351090525596297655?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/8351090525596297655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/giancarlo-micheli-indie-occidentali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8351090525596297655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/8351090525596297655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/giancarlo-micheli-indie-occidentali.html' title='Indie Occidentali'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-7673880822252499182</id><published>2009-12-17T12:22:00.001-08:00</published><updated>2010-12-27T09:29:57.705-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigration'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Tre romanzi e un critico</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;articolo pubblicato sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/articololuperini_l_immaginazione250001/1"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'immaginazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(n.250, Manni editore, Lecce - Novembre 2009)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Tre romanzi e un critico&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Accosto qui tre romanzi (i due che si sono contesi questa estate lo Strega e un altro ai più sconosciuto ma non certo inferiore) e due lavori di un critico, Giulio Ferroni, il cui giudizio sulla narrativa italiana contemporanea può essere assunto a suggello o conclusione non casuali del mio discorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;1. &lt;em&gt;Il bambino che sognava la fine del mondo&lt;/em&gt; di Antonio Scurati (Bompiani). Il romanzo alterna capitoli in corsivo riferiti all'infanzia dell'io narrante a capitoli in tondo ruotanti intorno alla cronaca di un caso di pedofilia in una scuola elementare. La tecnica è quella dell'autofiction. L'io narrante ha un profilo in buona misura coincidente con quello dell'autore, docente universitario a Bergamo, dove la vicenda è in effetti ambientata. Alcuni aspetti del libro risentono della lezione di Siti, sia per il modulo dell’autofìction, sia per l'ambientazione in parte accademica, sia per il rilievo che vi ha la cronaca pubblica con i suoi personaggi (sempre chiamati col loro nome reale), sia per l'importanza che viene riconosciuta alla televisione come strumento fondamentale del nostro rapporto con la realtà, sia per il taglio saggistico (più che altro sociologico).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il romanzo non è pienamente riuscito e risulta, nella sostanza, irrisolto. Le parti in corsivo sono le più "scritte", le più intense e originali. Qui un destino psicologico e un terrore apocalittico si fondono perfettamente. Ma nelle parti in tondo l'autore compie alcuni errori che squilibrano il romanzo. Anzitutto strafà: eccede con la cronaca nera più minuta e più nota al pubblico stivandola in pagine incolori e stilisticamente opache; in secondo luogo non riesce, proprio per questa invadenza del particolare più minuto e cronachistico, e più ovviamente realistico, a far montare il clima invece apocalittico, metafisico, astratto che vorrebbe costruirvi intorno, cosicché i due piani restano qui sostanzialmente irrelati; in terzo luogo, l'assunto saggistico e il modo di argomentarlo risultano troppo scontati: sarebbe stato necessario un tocco più leggero, una scrittura più di scorcio, più nuova e sorprendente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In questo libro Scurati rivela a tratti alcune potenzialità di vero scrittore (più qui, certo, che nel precedente &lt;em&gt;Una storia romantica&lt;/em&gt;). Purtroppo manca di misura narrativa (per esempio: cento pagine in meno avrebbero indubbiamente giovato al libro) e del "genio" saggistico che l'assunto avrebbe richiesto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;2. &lt;em&gt;Stabat mater&lt;/em&gt; di Tiziano Scarpa (Einaudi). Il libro trova la sua ragione d'essere in due aspetti: uno tonale e uno storico. Il primo consiste nella coerenza con cui si persegue la monotonia di una voce femminile che si duole: quella di una ragazza di sedici anni chiusa in un orfanotrofio femminile gestito dalle suore in cui le educande sono indirizzale alla musica e al canto;&amp;nbsp;il secondo, quello storico (ma "storia" qui è parola troppo grossa: si dovrebbe parlare piuttosto di "curiosità storica", dato che ogni spessore storico è volutamente assente), è introdotto dal maestro di musica, niente di meno che Antonio Vivaldi, che fa provare alle allieve, fra gli altri concerti, le Quattro stagioni. Il primo aspetto è perseguito con indubbia costanza: nel breve romanzo non succede nulla se non il passaggio da un maestro di musica a un altro (don Antonio subentra a don Giulio) e la narrazione si riduce al colloquio con la madre assente e con una immagine della morte, cioè con parti dell'io: si tratta di monologhi o soliloqui. Le uniche azioni, la ribellione e la fuga finale della ragazza travestita da uomo, non sono preparate psicologicamente e risultano narrativamente immotivate: sono un modo per porre la parola fine a una storia che è sostanzialmente intimistica (secondo un cliché, d'altronde, che deriva dall'archetipo italiano del genere: &lt;em&gt;Storia di una capinera&lt;/em&gt;) e che non era facile concludere giacché appare legata più a un tono musicale, alla pronuncia di una voce, che alla vicenda della trama. Il secondo gira intorno a un personaggio, Vivaldi, poco definito se non per qualche tratto di ambiguità umbratile del carattere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Insomma, un libro gracile, benché non privo dì qualche esilissima grazia. E il mondo d'oggi, anzi il mondo, vi risulta lontanissimo, anzi del tutto estraneo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;3. &lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; di Giancarlo Micheli (Campanotto). Micheli è al secondo romanzo. Il primo era intitolato &lt;em&gt;Elegia provinciale&lt;/em&gt;. Entrambi sono notevoli per le caratteristiche della scrittura, molto lavorata. La lezione di Gadda è evidente nell'ampio spettro della invenzione linguistica. Ma mentre Gadda tende al realismo, e la varietà linguistica mira a riprodurre la ricchezza dei vari linguaggi settoriali (il soldato parla il gergo militare, la puerpera quello delle donne che hanno avuto appena un figlio ecc., secondo la nota definizione dello scrittore lombardo), Micheli impiega sempre una sua propria lingua, capace di abbassarsi al dialetto e di alzarsi all'aulico iperletterario anche indipendentemente dai contesti narrativi descritti. Ricorre alle tecniche dello scrittore onnisciente e ciò gli permette di usare con disinvoltura, a volte persino eccessiva, ogni tipologia linguistica: il regista indiscusso è lui, e la fa da padrone con la trama così come nella gestione del linguaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; è un romanzo storico ambientato agli inizi del Novecento; narra di una coppia di emigranti italiani negli Stati Uniti e delle lotte di emancipazione sindacale e politica dei lavoratori americani. Il pregio e il limite della narrazione coincidono: il pregio è quello di una scrittura finalmente elaborata e consapevole della necessità di uno spessore stilistico e dunque in contrasto con la scrittura da bar che domina nell'attuale romanzo di consumo; il limite sta nel gelido distacco storico e linguistico con cui è gestita la narrazione e da cui deriva qualcosa ai freddamente scolastico nella costruzione del plot (una sorta di ibrido fra due modelli collaudati: il romanzo storico e il romanzo di formazione sociale e politica) e nella invenzione linguistica. Nell'ultimo capitolo, per esempio, la protagonista è presentata con «occhi di driade» mentre scocca sull'amato «un sagittare di eccitati richiami». Non è una maliarda dannunziana davanti al proprio amante, ma una lavoratrice italiana in America che guarda il marito. Non è un po' troppo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;4. Ferroni pubblica contemporaneamente due libri diversi, ma con la stessa conclusione: &lt;em&gt;La passion predominante. Perché la letteratura&lt;/em&gt; (Liguori) e &lt;em&gt;Prima lezione di letteratura italiana&lt;/em&gt; (Laterza). Il primo è più autobiografico perché racconta anche, non senza autentica vena narrativa, la nascita della vocazione letteraria dell'autore; il secondo, che rientra in una serie voluta dall'editore per varie discipline, ha un taglio più saggistico e accademico. In entrambi la parte conclusiva assume come etichetta il titolo di un libro recente di Todorov, &lt;em&gt;La letteratura in pericolo&lt;/em&gt;. Vi si dichiara che «l'insieme della attuale produzione letteraria italiana non sembra volersi far carico della radicalità» della situazione dei nostri tempi: dello svuotarsi dell'esperienza, del declino della ragione e dell'umanesimo, della condizione di disgregazione della civiltà, della implosione della letteratura per eccesso indiscriminato della produzione, della inconsistenza della critica, della fine dello stile, del trionfo della letteratura di genere (noire, romanzo storico, soprattutto). Occorrono, dice Ferroni, una ecologia della mente e una ecologia della letteratura; e occorre una scrittura «capace di prendere di petto il mondo» e di «svolgere una crìtica della parola e della realtà, commisurando entrambe ad una responsabilità e ad un destino". Concordo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alcuni aspetti del discorso di Ferroni potrebbero essere corretti o ampliati (manca, per esempio, una dimensione sociale, economica e politica dell'analisi; e prevale una sorta di visione apocalittica di tipo umanistico-centrico); ma nella sostanza la sua proposta, espressa con meritoria nettezza, va raccolta. In Italia (ma non, per esempio, negli Stati Uniti) manca da troppo tempo una letteratura capace di prender di petto il mondo: per esempio, nella narrativa prevalgono l'indifferenza per lo stile, l'evasione del noire, del romanzo storico, la contemplazione del proprio ombelico e il trionfo del privato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Imperversano i ripiegamenti intimistici ed evasivi. Di fronte a questo andazzo non si può non ricordare che anche Francesco De Sanctis, dinanzi alle mode del romanticismo languido imperanti alla sua epoca, indicò l'antidoto di Zola e la via del realismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Romano Luperini&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; di Giancarlo Micheli (Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-7673880822252499182?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/7673880822252499182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/tre-romanzi-e-un-critico-accosto-qui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/7673880822252499182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/7673880822252499182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/tre-romanzi-e-un-critico-accosto-qui.html' title='Tre romanzi e un critico'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-5091570405402330523</id><published>2009-12-17T12:19:00.000-08:00</published><updated>2010-12-24T22:38:42.161-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigration'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='literature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>prefazione al romanzo Indie occidentali</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;prefazione al romanzo &lt;em&gt;Indie occidentali&lt;/em&gt; (Campanotto,&amp;nbsp;2008) di Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;pubblicata come recensione sulla rivista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/novarubedo/docs/indieoccidentali_recensionemosca001/1"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La Mosca di Milano&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&amp;nbsp;(n.21, Edizioni La Vita Felice, Milano 2009)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Indie occidentali&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;di Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;prefazione di Manlio Cancogni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Oggi il Lower East Side è un quartiere di artisti, gallerie d’arte e ricostruzioni edilizie. Quando abitavo a New York, durante gli anni settanta del secolo scorso, era invece un quartiere a rischio. Mia figlia mi raccomandava di evitarlo nelle quotidiane passeggiate che facevo assieme a mia moglie. Dalla Third Avenue, dove avevamo casa, eravamo soliti discendere per la Bowery, per poi prendere per Canal Street e deviare per Mott o Mulberry Street, fino nel cuore di Little Italy che, proprio allora, cominciava ad essere erosa dall’avanzata irresistibile dei cinesi di Chinatown. Oggi il territorio è quasi interamente conquistato. Credo rimanga ancora qualche trattoria in cui gli italiani figurano come prestanome di proprietari di Shanghai o di Canton.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Proprio in Mulberry Street sta il bar dei protagonisti del romanzo Indie occidentali: Aurelio ed Erminia, una coppia di giovani sposi che dalla Valle del Serchio si aggiungono, nei primi anni del novecento, alle moltitudini di immigrati che arrivavano ad Ellis Island dall’Italia o dalla Germania, dall’Europa dell’est o dalla Scandinavia. I personaggi della storia di Micheli non appartengono alla massa dei diseredati che in quegli anni di forsennato sviluppo industriale attraversavano l’Atlantico per ritrovarsi in una modernista babele, affollata fino all’inverosimile, ricca soprattutto di afflizioni e motivi di inedite sofferenze. Aurelio ed Erminia hanno risorse sufficienti per intraprendere un’attività indipendente una volta giunti nel nuovo mondo. Partono guidati dal desiderio di progredire umanamente e donare alla propria figlia appena nata un avvenire più confortevole e degno. Entrano, dapprima, nell’ombra protettiva di una sorta di ambiguo capo clan, un intermediario tra la forza lavoro, provata dagli stenti e sovente dalla fame, e imprenditori senza scrupoli, facilmente inclini a compromessi con il crimine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Faranno, quindi, presto le spese della loro ingenuità, della loro ignoranza delle dinamiche violente e spietate che informano i rapporti nella comunità che li accoglie. Soltanto al vaglio di un viaggio infernale, che li condurrà nei tormenti degli stockyards di Chicago e nei malsani opifici dell’industria tessile del New Jersey, essi coronano il loro percorso iniziatico, acquistano consapevolezza di sé e&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;la capacità di agire assieme agli altri per affermare valori condivisi e di progresso umano. Questa è la chiave utopica del racconto che Micheli sviluppa con meticolosa cura artigianale, da scrittore per vocazione; consiglio, dunque, una lettura riflessiva di questo romanzo, proporzionata alla cura che è stata impiegata nello scriverlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il romanzo ha un taglio decisamente realista, talvolta surrealista nell’ordire la trama di casi ineffabili alle emozioni e ai gesti dei personaggi. Micheli vi ricompone una geografia umana di passioni vigorose e sentimenti nobili, cosicché ci lascia, forte, il sapore di una storia d’altri tempi. L’autore agisce secondo strategie sottili, perfino misteriose, che illuminano i fatti della narrazione con i riflessi di una necessità perturbante, spesso assurda; è la luce di un’alba, tuttavia, dalla quale si possono cogliere segni importanti anche per capire meglio il nostro presente, assai torbido e notturno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;È incredibile come gli Stati Uniti, invasi sul finire del XIX secolo da una turba di sommersi e senza speranza, appartenenti ad una miriade di inconciliabili differenze di culture e lingue, costretti ad una impietosa struggle for life, è incredibile come questo paese sia sopravvissuto. Una domanda è d’obbligo: oggi la situazione degli Stati Uniti e del mondo è cambiata rispetto al quadro drammatico e spietato che il romanzo descrive? Certamente la società contemporanea è passata ad una sua fase “civile”, di regole accettate e condivise, ma il mondo democratico è dominato non più dalla produzione industriale, bensì dalla produzione del denaro fine a se stessa, e dunque insensata, perversa e diabolica. Ci conforta pensare che anche questo momento della storia verrà superato e ci auguriamo che ciò possa accadere senza una catastrofe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Manlio Cancogni&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;"Indie occidentali" di Giancarlo Micheli (Campanotto editore, Pasian di Prato UD, settembre 2008, ppg. 224)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.ibs.it/code/9788845610042/micheli-giancarlo/indie-occidentali.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.bol.it/libri/Indie-occidentali/Giancarlo-Micheli/ea978884561004/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/indie-occidentali-micheli-giancarlo-campanotto/libro/9788845610042&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.webster.it/libri-indie_occidentali_micheli_giancarlo_campanotto-9788845610042.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;http://www.amazon.it/Indie-occidentali-Narrativa-Giancarlo-Micheli/dp/8845610047/ref=sr_1_2?s=books&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1291729036&amp;amp;sr=1-2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-5091570405402330523?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/5091570405402330523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/indie-occidentali-di-giancarlo-micheli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5091570405402330523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5091570405402330523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/12/indie-occidentali-di-giancarlo-micheli.html' title='prefazione al romanzo Indie occidentali'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-5014755739804375315</id><published>2009-11-16T17:47:00.000-08:00</published><updated>2010-12-19T23:16:44.740-08:00</updated><title type='text'>Café literario Luz y Luna</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sabato 26 Settembre, alcune mie poesie sono state lette nel&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;"Café literario Luz y Luna"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;EDITORIAL Y LIBRERIA LA CULTURA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;SANTA FE 1496 2132-FUNES&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;REPÚBLICA ARGENTINA 54-341-4937260&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;info@librerialacultura.com.ar&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;è possibile leggerle a:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://librerialacultura.blogspot.com/search/label/MICHELLI%20GIANCARLO"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://librerialacultura.blogspot.com/search/label/MICHELLI%20GIANCARLO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-5014755739804375315?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/5014755739804375315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/11/sabato-26-settembre-alcune-mie-poesie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5014755739804375315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/5014755739804375315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/11/sabato-26-settembre-alcune-mie-poesie.html' title='Café literario Luz y Luna'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7633614904896276744.post-4268759349023682173</id><published>2009-11-06T04:12:00.000-08:00</published><updated>2010-12-19T23:20:52.567-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><title type='text'>Sono ancora vivo</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: x-large;"&gt;“Sono ancora vivo”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Francisco Morazán&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;"È oggi, ieri, domani? Tu lo sai,&lt;br /&gt;Fratello, albeggia (E Morazán vigila)."&lt;br /&gt;-Pablo Neruda-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Gli scrittori, poeti e artisti dell’America Latina e del mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La resistenza popolare al golpe del potere economico, politico e militare nella nazione centroamericana è eroica. La gente resiste pacificamente di fronte a carri armati, fucili, brutali bastonate della polizia e dei gruppi paramilitari, organizzazioni addestrate nell’ambito del Piano Condor e del sinistro interventismo imperiale nella regione durante gli anni di piombo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Scrittrici e scrittori, poeti e artisti dell’America Latina leviamoci unendo le nostre mani a quelle del popolo honduregno, le sue scrittrici e i suoi scrittori, poeti e artisti, respingendo il colpo di Stato militare perpetrato contro il sistema democratico honduregno lo scorso 28 giugno 2009, che ha comportato il sequestro e l’allontanamento dalla patria del Presidente Costituzionale Manuel Zelaya; l’imposizione dello stato d’assedio dissimulato come coprifuoco; la brutale repressione scatenata contro il popolo dell’Honduras che resiste alla dittatura; gli assassinii del giornalista Gabriel Fino Noriega, del giovane Isis Obed Murillo e dell’attivista del Blocco Popolare, Roger Bados; la militarizzazione dei mezzi di comunicazione e la censura alla libertà di espressione e alla libertà di stampa, violazioni dell’elementare diritto all’informazione protetto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, sottoscritta pure dall’Honduras; la continua e premeditata violazione dei diritti umani; il pieno esercizio, da parte del potere di fatto, della violenza fisica e psicologica contro il popolo, con aggressioni, persecuzioni, minacce, incarcerazioni e torture.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sottoscriviamo il “Manifesto 1” degli scrittori, docenti, intellettuali e artisti dell’Honduras, emesso nelle ore del colpo di Stato, uno dei cui articoli dichiara:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;“Davanti al brutale attacco alle istituzioni, monopolizzate da una minoranza economica onnipotente, davanti ai suoi strumenti di manipolazione e ai suoi complici pennivendoli, contro tale proposta è indispensabile l’unità del popolo per evitare che si imponga, una volta ancora, un fallimento storico che ci farebbe sprofondare nell’ignominia e nella sottomissione, che ci imporrebbe la solita democrazia classista e autoritaria in sella ai partiti tradizionali e alle oligarchie.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Diciamo che, assieme al soggiogamento di tutti i diritti del popolo honduregno,vengono messi a rischio anche i diritti dei popoli latinoamericani a determinare liberamente il proprio destino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Denunciamo che l’instaurazione al potere honduregno del dittatore Micheletti e dei suoi collaboratori sta aprendo il cammino a gruppi terroristi che compiono intimidazioni, minacciano e perseguitano quanti lottano per la resistenza democratica, e che l’azione sovversiva nascosta nelle file golpiste è la medesima che vide protagonisti militari e paramilitari che negli anni 70 e 80 formarono gli aberranti squadroni della morte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Esigiamo l’immediato ristabilimento del presidente Manuel Zelaya Rosales e una convincente azione giudiziaria – da parte delle corti nazionali e internazionali –, che faccia luce sul processo golpista, sui suoi mentori, partecipanti e collaborazionisti, su tutte e su ognuna delle responsabilità che competono a costoro per le violazioni della Costituzione dell’Honduras, dei diritti umani e particolarmente per gli assassinii commessi sotto la dittatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;“La sovranità risiede nel popolo”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Diciamo anche che il popolo dell’Honduras ha diritto a discutere e riformulare la sua Magna Carta, a vivere con dignità e giustizia, a forgiare il suo proprio destino; che le nazioni non sono il terreno di caccia privato dei gruppi selezionati del potere, né possono vivere inginocchiate dinanzi agli ordini dei potenti del mondo; che ciascuna honduregna e ciascun honduregno sono artefici del proprio futuro e solo loro debbono determinarlo, senza intromissioni di organismi internazionali che non sempre osservano gli interessi dei popoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Chiediamo la cessazione del coprifuoco, il pieno esercizio della libertà di espressione e di transito, l’immediata liberazione dei detenuti, il rispetto della vita e dell’integrità fisica di ogni honduregno , dei membri del Gabinetto Ministeriale e dei familiari del Presidente dell’Honduras, nonché la riassunzione dei lavoratori e dei funzionari licenziati o sospesi dai burocrati golpisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ricordiamo che la Costituzione dell’Honduras stabilisce, nell’articolo 2, che il sovvertimento della sovranità popolare e l’usurpazione dei poteri costituiti sono qualificati come delitti di Tradimento della Patria e il loro addebito non è soggetto a prescrizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Esortiamo i governi latinoamericani e del mondo intero a sostenere con fermezza il rispetto della volontà sovrana del popolo honduregno, non riconoscendo, per nessun motivo, gli usurpatori delle funzioni che spettano unicamente al presidente Zelaya.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Lanciamo un appello a conservare, approfondire e rafforzare l’unità e l’integrazione del popolo latinoamericano, al fine di prevenire ed evitare ogni intento golpista in qualsiasi paese della nostra Grande Patria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Chiamiamo tutti gli scrittori, poeti, intellettuali, artisti del mondo, e le loro organizzazioni rappresentative, ad aggiungere la loro solidarietà e ad abbracciare fraternamente la causa della libertà, della democrazia e della sovranità del popolo honduregno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;19 Luglio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;traduzione: Giancarlo Micheli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;firmano:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;SECh: Sociedad de Escritores de Chile&lt;br /&gt;Festival Internacional de Poesía de La Habana.&lt;br /&gt;Festival Internacional de Poesía “Palabra en el mundo”&lt;br /&gt;Revista de poesía Isla Negra&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR Internacional&lt;br /&gt;Red Nacional de escritores de Venezuela&lt;br /&gt;Festival de poesia en la Montaña, Rep. Dominicana.&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR-San Juan de la Maguana&lt;br /&gt;Portal digital Identidad sanjuanera&lt;br /&gt;Encuentro Internacional de Poetas "El turno del ofendido" de El Salvador&lt;br /&gt;Junta Directiva del Festival de Poesía en Puerto Rico (FIPPR)&lt;br /&gt;P.E.N. Club de Puerto Rico&lt;br /&gt;ANDEH Asociación Nacional de Escritores de Honduras&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR –Montreal&lt;br /&gt;Congreso Brasileiro de Poesia&lt;br /&gt;Federación Argentina de entidades de Artistas Plásticos&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR- Argentina&lt;br /&gt;Junta Editora de la Revista Exégesis, Puerto Rico&lt;br /&gt;Proyecto Miércoles de Poesía de Costa Rica&lt;br /&gt;Encuentro Internacional de Escritores de Costa Rica&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR-Manitoba&lt;br /&gt;Alexis Díaz Pimenta, Proyecto Oralitura. España&lt;br /&gt;Asociación Solidaridad Latinoamericana ( Asolatino), Berna, Suiza&lt;br /&gt;Proyecto Cultural SUR-Madrid&lt;br /&gt;La Bodega del Diablo, revista literaria. Argentina.&lt;br /&gt;Claudia Korol, revista América Libre. Argentina.&lt;br /&gt;Ildefonso Finol, Centro Antiimperialista Simón Bolívar, Coordinador General&lt;br /&gt;Dr. Julio Cuevas, escritor, Universidad Autónoma de Santo Domingo-UASD.-&lt;br /&gt;Norma Segades, Argentina, Movimiento Internacional de Escritoras "Los puños de la paloma"&lt;br /&gt;Dr. Sobieski De León Lazala, Director Revista Racimos de Uva&lt;br /&gt;Rivista di letteratura Isola Nera, Giovanna Mulas, escritora, Italia.&lt;br /&gt;teatro de Títeres "Las Bestias Peludas”, Alejandro Seta y Cristina Ledesma, Argentina&lt;br /&gt;Miguel Ángel Cruz (lobo), Partido de los poetas, Argentina&lt;br /&gt;Colectivo Creativo de Comunicaciòn-Cultura "Los Ojos de la Mente", Argentina.&lt;br /&gt;Francisco Garzaro, Mesa de Poesía, Guatemala&lt;br /&gt;Fundación Manuel Del Cabral, Alejandro Cabral, República Dominicana&lt;br /&gt;Alberto Trinckler, Hernán Quiñones, Elisabeth Araya, Oestiario periódico cultural - Argentina.&lt;br /&gt;Mairym Cruz-Bernal Presidenta PEN-Puerto Rico&lt;br /&gt;Rubén Sacchi, Director Revista Lilith, Argentina&lt;br /&gt;Gabriel Impaglione, poeta, Argentina-Italia&lt;br /&gt;Alex Pausides, poeta, Cuba&lt;br /&gt;Tito Alvarado, Poeta Chile-Canadá&lt;br /&gt;Birgitta Jónsdóttir, Member of the Icelandic Parliament for the Civic Movement, poet and activist. Islandia.&lt;br /&gt;Gustavo Pereira, poeta, Venezuela&lt;br /&gt;Yvan Silen, poeta, Puerto Rico&lt;br /&gt;Casimiro de Brito, Poeta e Escritor, Lisboa, Portugal.&lt;br /&gt;Carlos Carbone, Argentina, poeta.&lt;br /&gt;José Antonio Cedrón, poeta, docente, Argentina.&lt;br /&gt;Taty Hernandez, poeta, República Dominicana&lt;br /&gt;Ingrid Storgen: comunicacora social.&lt;br /&gt;Miguel Sotomayor, Cuba, poeta.&lt;br /&gt;Juan Nuñez, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Rannel Báez, poeta azuano, Honduras&lt;br /&gt;Etnairis Rivera, poeta, profesora, Puerto Rico&lt;br /&gt;Nélida Martinelli, poeta, Buenos Aires, Argentina&lt;br /&gt;Daniel Montoly, Escritor dominicano residente en Estados Unidos.&lt;br /&gt;Rubén Derlis, Argentina&lt;br /&gt;José María Pallaoro, City Bell, Argentina&lt;br /&gt;Adriano Corrales Arias, poeta, Costa Rica&lt;br /&gt;Olivier Herrera Marín, escritor, España&lt;br /&gt;Rosina Valcarcel, poeta, Perú&lt;br /&gt;Julio Rudman, periodista, Argentina&lt;br /&gt;Francisco Azuela, poeta y escritor, México&lt;br /&gt;César Bisso, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Pablo Herrera, poeta, sociologo, Chile-Canadá&lt;br /&gt;Americo Valenzuela G. músico, República Dominicana&lt;br /&gt;Dr. James D. Cockcroft, académico y escritor, EE.UU.&lt;br /&gt;Ana Silvia Mazía, traductora, Argentina&lt;br /&gt;Enrique Llopis, músico, Argentina&lt;br /&gt;Ademir Antônio Bacca, poeta, Brasil&lt;br /&gt;Eduardo Nogareda, poeta y comunicador radial, Uruguay.&lt;br /&gt;Irene Morack, artista plástica, Argentina&lt;br /&gt;Pierre Bernet Ferrand, poeta y pintor, Cuba&lt;br /&gt;Aurelio Alonso,sociólogo y ensayista, Cuba&lt;br /&gt;María C. Cruz, ambientalista y planificadora, Cuba&lt;br /&gt;Juana García Abás, escritora, Cuba&lt;br /&gt;José Luis Fariñas, pintor y escritor, Cuba&lt;br /&gt;Eduardo Lucio Molina y Vedia, escritor y periodista argentino residente en México&lt;br /&gt;Tania Nesterovsky, poeta. Venezuela - Canadá.&lt;br /&gt;Héctor Torres, poeta, Chile-Canadá&lt;br /&gt;Alexis E. Robles. Poeta, Panamá, Panamá&lt;br /&gt;Gregorio Echeverría, Escritor, Argentina&lt;br /&gt;Dra Marta Raquel Zabaleta , Economista, investigadora, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;María Montserrat Bertrán, Bs As Argentina&lt;br /&gt;Pablo Marrero, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Santiago Bao -Argentina, escritor y poeta&lt;br /&gt;Gustavo de Jésus, poeta, República Dominicana-Canadá&lt;br /&gt;Oscar Peretto, músico.&lt;br /&gt;Paulina Vinderman, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Silvia N. Barei. – Escritora. Argentina.&lt;br /&gt;Máximo Kinast Aviles, escribiente panfletario, Chile&lt;br /&gt;Carmen Rita Centeno, escritora, Puerto Rico&lt;br /&gt;Alfonso Velis Tobar, poeta y escritor, Canadá/ El Salvador&lt;br /&gt;Miguel De Boer, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Rafael Innocente, novelista, Perú&lt;br /&gt;Rolando Revagliatti, poeta, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Víctor Montoya, escritor, Bolivia.&lt;br /&gt;Claudio Simiz, escritor, docente, investigador, Argentina&lt;br /&gt;José Emilio Tallarico. Poeta. Médico. Argentina.&lt;br /&gt;Lucrecia Cossío, Argentina&lt;br /&gt;Genoveva Arcaute, poeta, Argentina&lt;br /&gt;David Heap Profesor de lingüística, Canadá.&lt;br /&gt;Edgar E Ramírez Mella, poeta y pintor Aguada Puerto Rico.&lt;br /&gt;Oswaldo DeLeón Kantule, Artista Plástico Panamá-Canadá.&lt;br /&gt;Norma Mejías Espinar, Aguada, Puerto Rico.&lt;br /&gt;Ariel Ruíz Crespo Artesano, promotor y facilitador Cultural Aguada Puerto Rico.&lt;br /&gt;Carlos López, poeta, escritor, Guatemala&lt;br /&gt;Virginia Edit Perrone, Psicóloga y Poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Maynor Freyre, escritor, Perú.&lt;br /&gt;Wilma Borchers C.-&lt;br /&gt;Oscar Oriolo, poeta, escritor, Argentina.&lt;br /&gt;Sergio Felipe Mattano, Asociación de Poetas Petisos, Argentina.&lt;br /&gt;Lina de Feria, poeta, Cuba.&lt;br /&gt;Eduardo Dalter, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Angela Randazzo, estudiante de Ecologia Marina, Francia&lt;br /&gt;Alejandro Schmidt, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Diana Espinal, poeta, Honduras&lt;br /&gt;José Jesús Villa Pelayo, escritor, Venezuela&lt;br /&gt;Alejandra Segovia, escritora, Venezuela&lt;br /&gt;Luis Felipe Bellorín, escritor, Venezuela&lt;br /&gt;Álvaro Trujillo, escritor, Venezuela&lt;br /&gt;Rosa Trujillo, escritora, Venezuela&lt;br /&gt;Ximena Benítez, escritora, Venezuela&lt;br /&gt;Luis Ernesto Gómez, escritor, Venezuela&lt;br /&gt;Victoria Servidio, médica, escritora, poeta, Argentina&lt;br /&gt;María Julia Prati, Lic. Cómunicación Social UNC, Docente, Córdoba, Argentina&lt;br /&gt;Decires Revista de Letras Arte y Cultura Cosquín, Argentina&lt;br /&gt;Adriana Vega (Tinto), Escritora, Argentina.&lt;br /&gt;Elisa Dejistani, escritora, poeta y artista plástica. Argentina.&lt;br /&gt;Pablo Mora, poeta, Venezuela.&lt;br /&gt;Freddy Ñáñez, poeta, Venezuela.&lt;br /&gt;Alfonso Velis Tobar, poeta, escritor, investigador, Salvador-Canadá.&lt;br /&gt;Lis Joosten, arpista y gestora cultural, Holanda-Honduras.&lt;br /&gt;Rodolfo Dada, poeta, Costa Rica.&lt;br /&gt;Alejandro Cordero, poeta, Costa Rica&lt;br /&gt;UPR-Humacao, Puerto Rico&lt;br /&gt;Marcos Reyes Dávila, Vice Presidente FIPPR y Director Revista Exegesis. Puerto Rico.&lt;br /&gt;Maritza Álvarez, poeta y dibujante. Chile.&lt;br /&gt;Claudio González Baeza, poeta y director de Ediciones del Árbol y La Bota Literaria,Argentina.&lt;br /&gt;María Laura Quiroga. Poeta Argentina&lt;br /&gt;María Rosa León, docente – escritora. Argentina.&lt;br /&gt;María Chapp- Poeta- Argentina.&lt;br /&gt;Ian Welden, poeta y cuentista, Dinamarca-Chile.&lt;br /&gt;Martín "Poni" Micharvegas, F.P.I. Fondo Poetario Internacional, España&lt;br /&gt;IPN I Poeti Nomadi, revista de arte on line.&lt;br /&gt;Víctor Manuel Ramos, escritor, Honduras&lt;br /&gt;Ulrich Grasnick, Director de los poetas de la Lese Bühne de Berlín im Zimmertheater;&lt;br /&gt;José Pablo Quevedo, Peruano, Embajador de Poetas del Mundo en Alemania;&lt;br /&gt;Juergen Polinski, Cónsul de Poetas del Mundo en Berlín&lt;br /&gt;Lorena Cormick, escritora- periodista, Argentina&lt;br /&gt;Candelario Reyes García, Poeta y dramaturgo- Honduras&lt;br /&gt;Pedro Munhoz , compositor Musical, Brasil.&lt;br /&gt;Aldo Luis Novelli - Escritor - Argentina&lt;br /&gt;Alicia Bautista, Secretaría de Educación del Gobierno del DF, Mexico.&lt;br /&gt;Charlotte Jullien, Educadora Social, Marsella/ Francia&lt;br /&gt;Jorge Luis Lopez, Ecoturismo, Tegucigalpa/Honduras&lt;br /&gt;Miguel Lohle, pintor, Honduras&lt;br /&gt;Cristina Domenech, Buenos Aires, Argentina&lt;br /&gt;Carmen González Hughet, escritora, ensayista, El Salvador&lt;br /&gt;Waldina Mejía, poeta, Honduras&lt;br /&gt;Rodolfo Abalos, Poeta, Argentina&lt;br /&gt;Raúl Gálvez Cuéllar, poeta, escritor, Perú.&lt;br /&gt;Francis Mestries, Editorial Amanuense, Mèxico, D.F.&lt;br /&gt;Guillermo Perez Prats, Cuba&lt;br /&gt;Juan Antonio Borges, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Jorge Lobillo, escritor, poeta, México.&lt;br /&gt;Walter Mondragón, poeta, Colombia.&lt;br /&gt;Editorial y libreria La Cultura, Funes, Argentina.&lt;br /&gt;William Baccino, escritor, librero, Argentina.&lt;br /&gt;Café Literario Luz y Luna, Funes, Argentina.&lt;br /&gt;Gustavo Lespada, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Natalia Molina, poeta, periodista, Sierra de la Ventana, Argentina.&lt;br /&gt;Ana Arias Saavedra, escritora, España.&lt;br /&gt;Domingo Acosta Felipe, poeta, España.&lt;br /&gt;Gustavo Tissoco, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Gina Esco Escobar, Oberá-Misiones-Argentina&lt;br /&gt;Arandú Ltda, Cooperativa de Gestión y Producción Cultural.Misiones.Argentina&lt;br /&gt;Juanita Conejero, poeta, Cuba.&lt;br /&gt;Antonio Leal, poeta, Mèxico.&lt;br /&gt;Alfredo Moles,médico y escritor argentino residente en España.&lt;br /&gt;Pablo Herrera, poeta, sociólogo, Chile-Canadá.&lt;br /&gt;Estefania Joulia, artista plástica, Argentina.&lt;br /&gt;Adys Cupull, escritora, Cuba&lt;br /&gt;Froilán González, historiador, Cuba&lt;br /&gt;Livia Hidalgo, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Héctor Sommaruga, comunicador social, Uruguay-México&lt;br /&gt;Olga Rivero Jordán, poeta, España.&lt;br /&gt;Domingo Acosta, poeta, Islas Canarias, España&lt;br /&gt;Martín Martínez Rodríguez, poeta, México.&lt;br /&gt;Sonia Figueras Buenos Aires - Argentina&lt;br /&gt;Silvia Loustau- Escritora- Traductora.- Mar del Plata- Argentina&lt;br /&gt;Graciela Zanini -Poeta- Argentina&lt;br /&gt;Sergio Gómez Montero, Escritor y periodista, México&lt;br /&gt;Neuza Ladeira, poeta, Brasil&lt;br /&gt;Liliana Campazzo- sociedad de poetas del fin del mundo-Argentina&lt;br /&gt;Susana Fernández Sachaos- Argentina&lt;br /&gt;Carlos Terribili, artista plástico, Argentina.&lt;br /&gt;Carmen Campos Pino. Escritora, Venezuela.&lt;br /&gt;Jorge Brega, poeta, director revista La Marea, Argentina.&lt;br /&gt;Edgardo Tabasco: Narrador Oral. Argentina.&lt;br /&gt;Rosa Maria de Britto Cosenza, Coordinadora Nacional de Literatura del Proyecto Cultural SUR/Brasil.&lt;br /&gt;Carlos López Dzur, educador, poeta y director de Sequoyah Vurtual (California)EEUU.&lt;br /&gt;Carlos Rafael Diéguez Batista. Escritor y Periodista. Cuba.&lt;br /&gt;Sonia G. Figueras, escritora, Argentina.&lt;br /&gt;Miguel Longarini- poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Liliana Lapadula - escritora- arteterapeuta- Argentina&lt;br /&gt;Nina Torres, profesora universitaria, México.&lt;br /&gt;Reyna Domínguez, poeta , Argentina.&lt;br /&gt;Antonio Leal, poeta, Mèxico.&lt;br /&gt;Revista Caudal, República Dominicana.&lt;br /&gt;Carlos Enrique Cabrera, escritor, Rep- Dominicana.&lt;br /&gt;Manuel de Jesús Pineda, narrador, Honduras.&lt;br /&gt;Luis Manuel Pérez Boitel, poeta, Cuba.&lt;br /&gt;Laureano Asoli, Escritor, Argentina&lt;br /&gt;Bivian Soledad, Argentina.&lt;br /&gt;Susana Lizzi, poeta y narradora,Argentina.&lt;br /&gt;Nora Alicia Perusin, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Fausto Grossi, artista, Argentina.&lt;br /&gt;Yrasema López, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Revista Cine Braille, Argentina.&lt;br /&gt;Ximena Sánchez Rovira, Poeta, Costa Rica&lt;br /&gt;Germán Carnero Roqué, poeta, Perú.&lt;br /&gt;Jorge Miralda, escritor, Honduras.&lt;br /&gt;Indran Amirthanayagam, poeta, Sry Lanka.&lt;br /&gt;Arabella Sallaberry, escritora y actriz, Costa Rica.&lt;br /&gt;Elsa Tenca Mariani, docente y poeta, Argentina-Chile.&lt;br /&gt;Isabel Murrieta López, Colectivo Cultural Hia Tehuikatzi, México.&lt;br /&gt;Amelia Arellano- Psicóloga- Escritora&lt;br /&gt;Casa del pueblo América Libre, Argentina&lt;br /&gt;Cristina Castello, poeta y periodista, Paris-Buenos Aires.&lt;br /&gt;Henrique José Millán Medina, Bibliotecólogo, Poeta, Ensayista y Promotor de Lectura. Venezuela&lt;br /&gt;Argosis-movimiento cultural, revista literaria.&lt;br /&gt;Joel Rojas, poeta, editor, Venezuela.&lt;br /&gt;America Comparini, poeta, Chile.&lt;br /&gt;Livia Hidalgo, Argentina.&lt;br /&gt;Maritza Luza Castillo, Periodista, escritora y Poeta, Perú.&lt;br /&gt;Red de los Poetas, Argentina&lt;br /&gt;Marta Prono, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Pablo De Biaggio - Cantautor - Poeta - Argentina&lt;br /&gt;Liliana Campazzo, poeta bibliotecaria y docente, Argentina.&lt;br /&gt;Alejandro Faus Avella, escritor, Catalunya (spain)&lt;br /&gt;Delfina Acosta, escritora, Paraguay.&lt;br /&gt;María Cristina Santiago Bs. As. Argentina.&lt;br /&gt;Taty Hernández Durán, poeta, República Dominicana&lt;br /&gt;Juan Daniel Perrota, poeta, Argentina&lt;br /&gt;María Mederos, Promotora cultural, Cuba&lt;br /&gt;Yuri Bermudez, poeta, Venezuela&lt;br /&gt;Ana Ligia Rovira Ugalde, escritora, Costa Rica&lt;br /&gt;Elia Domenzain, actriz, poeta, promotora cultural, México&lt;br /&gt;Julio Pavanetti, poeta, Uruguay- España&lt;br /&gt;Annabel Villar, poeta, Uruguay-España&lt;br /&gt;Liceo Poético, Benidorm, España&lt;br /&gt;Taller Literario Elementales Leches, de Gral.Rodríguez,Bs.As.Argentina., coordinado por Eduardo Espósito&lt;br /&gt;Mirna Santillan, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Remisson Aniceto, poeta, Brasil&lt;br /&gt;Programa de Educación para la Paz- PROEPAZ-El Agustino.Lima.PERU,&lt;br /&gt;Municipalidad de El Agustino, Perú&lt;br /&gt;Casa de la Amistad PERU-CUBA , Lima, Perú&lt;br /&gt;Foro Perú Paulo Freire, Lima, Perú&lt;br /&gt;Conferencia de Religiosos del Perú&lt;br /&gt;Instituto Superior de Estudios Teológicos Juan XXIII (ISET), Lima, Perú&lt;br /&gt;Parroquias Santa Magdalena Sofía Barat, Virgen de Nazaret, del personal del colegio Madre Admirable y de la Religiosas del Sagrado Corazón, Lima, Perú&lt;br /&gt;Carmen Uría Araujo, poeta. España&lt;br /&gt;Eddy Rafael Pérez, poeta, editor y promotor cultural de la Repúblia Bolivariana de Venezuela.&lt;br /&gt;Daniel Viglietti, cantautor, Uruguay&lt;br /&gt;Cecilia Todd, cantante, Venezuela&lt;br /&gt;Victor Víctor &amp;amp; La Vellonera, Rep. Dominicana&lt;br /&gt;Ricardo Flecha, Canto Popular, Paraguay&lt;br /&gt;Techi Cusmanich, Productora Artística, Paraguay&lt;br /&gt;Danny Rivera, Musico, Puerto Rico.&lt;br /&gt;Gloria Lopresti, actriz y escritora, Argentina&lt;br /&gt;Quinteto Tiempo, Grupo folklorico, Argentina&lt;br /&gt;Ulises Varsovia, poeta, Chile.&lt;br /&gt;Diego Velasco Andrade, poeta, Ecuador&lt;br /&gt;Melina Alfaro.Empleada Publica-Argentina&lt;br /&gt;Lourdes Sarmento, poeta, Brasil&lt;br /&gt;Jorge Daffunchio Artista y Poeta Visual, Argentina.&lt;br /&gt;Doroty Barboza de J Dimolitsas, Coord. Geral, Proyecto Sur Paulista, Brasil.&lt;br /&gt;Lucia Gonczi, Coord.de música, Proyecto Sur Paulista, Brasil.&lt;br /&gt;Fatima Queiroz, coord. de Arte, Proyecto Sur Paulista, Brasil&lt;br /&gt;Carlos Rodriguez Almaguer, poeta, Cuba&lt;br /&gt;Amilkar Feria Flores, pintor y escritor, Cuba&lt;br /&gt;Andrés Aldao, poeta, Argentina / Israel&lt;br /&gt;Jorge Goyeneche, novellista, Argentina&lt;br /&gt;Hernan W Bravo, Sociedad Latinoamerican de Escritores de Vanvouver, Canada&lt;br /&gt;María Inés Malchiodi, escritora, antropóloga, Argentina&lt;br /&gt;Clemencia Cruz García, artista plástica, Colombia&lt;br /&gt;Aníbal Jorge Sciorra, escritor, Argentina.&lt;br /&gt;Raul Bracho, Kaosenlared&lt;br /&gt;Lilia Gutiérrez Riveros, Presidenta Poesía sin fronteras.&lt;br /&gt;Carlos Sánchez, poeta, Argentina-Italia&lt;br /&gt;Luis Benitez, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Elsa Tió, poeta, Puerto Rico.&lt;br /&gt;Carlos Enrique Cartolano, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Mirna Valdés V., Colectivo Adict@s a la Poesía&lt;br /&gt;Antonio Arroyo Silva, poeta, Islas Canarias.&lt;br /&gt;Sergio Pinto Briones, poeta experimental, Chile-España.&lt;br /&gt;Graciela Facio – narradora, Argentina&lt;br /&gt;Antonio M. Sequeira - poeta – escritor, Argentina&lt;br /&gt;Pablo Benítez, poeta, El Salvador.&lt;br /&gt;Cátedra Libre Roque Dalton, coordinador Pablo Benitez, El Salvador.&lt;br /&gt;Samir Delgado, escritor canario.&lt;br /&gt;Luis Vásquez Meléndez. Poeta, Venezuela.&lt;br /&gt;Robin Rey Hernández Rojas, Instructor de Arte y Poeta. Cuba&lt;br /&gt;Jose Luis Moreno Del Toro, Médico, Poeta. Cuba&lt;br /&gt;Omar García Ramirez, poeta, Colombia&lt;br /&gt;Angel M. Encarnacion, escritor, Puerto Rico&lt;br /&gt;Federación Nacional de Teatro del Ecuador, Presidente Pedro Saad Vargas&lt;br /&gt;Taller de Teatro Mascaró del Ecuador, Directora Ilonka Vargas&lt;br /&gt;Aurora Tumanischwili Penelón, escritora, investigador, FeTera Flores (colectivo de base en CTA)- Argentina&lt;br /&gt;Guillermo López, escritor, investigador, FeTera Flores (colectivo de base en CTA). Argentina.&lt;br /&gt;Alex Darío Rivera M., Poeta, narrador y ensayista, Honduras&lt;br /&gt;George Reyes, poeta ecuatoriano / México&lt;br /&gt;Tania Alegria, poeta, Brasil / Portugal&lt;br /&gt;Jessica Isla, Escritora, Honduras&lt;br /&gt;Red de Escritoras y Artistas Feministas Latinoamericanas.&lt;br /&gt;Gloria Arcuschin, Escritora, Argentina&lt;br /&gt;Sandra Petroivch, artista plástica y poeta. Uruguay&lt;br /&gt;Andrés Aldao, poeta, Argentina- Israel.&lt;br /&gt;Eduardo Daniel Fernández, Psicólogo y escritor, Argentina&lt;br /&gt;Pilar Iglesias de la Torre, Médica, Poeta y Directora de Alkaid Ediciones. España&lt;br /&gt;Laura Yasan, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Julio Solórzano Murga. Poeta, Perú&lt;br /&gt;Sociedad de Poetas y Narradores Región Lima – Perú&lt;br /&gt;Alonso Mejía Sánchez, periodista y poeta nicaragüense. Costa Rica.&lt;br /&gt;Melina Alfaro, poeta. CABA. Argentina.&lt;br /&gt;Luis Alberto Ambroggio, poeta, Academia Norteamericana de la Lengua.&lt;br /&gt;Zulma Zubillaga, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Ezequiel D´León Masís, escritor, Nicaragua.&lt;br /&gt;Carlos Domingos, poeta, Portugal.&lt;br /&gt;Alicia Villoldo-Botana, periodista, Argentina&lt;br /&gt;Leonardo Martínez, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Susana Fernández Sachaos, poeta y ensayista, Argentina&lt;br /&gt;María Belèn Duet, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Clemente Padín, artista, Uruguay&lt;br /&gt;Silvia Manzini, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Verónica Pedemonte, escritora, España&lt;br /&gt;Arte Poetica y Orlando Ordóñez Santos. Poeta, Perú.&lt;br /&gt;Isabel Miguel, poeta, España&lt;br /&gt;Aura Violeta Aldana Saracini, Universidad Politécnica de Nicaragua.&lt;br /&gt;Giancarlo Micheli, escritor y poeta, Italia&lt;br /&gt;Ernesto González, escritor cubano residente en Chicago.&lt;br /&gt;El Club de la Pluma, Proyecto Comunicacional de Integración, Argentina.&lt;br /&gt;Norberto Ganci, Director El Club de la Pluma, Argentina.&lt;br /&gt;Marisa Trejo Sirvent, poeta, México&lt;br /&gt;Juan Carlos Hidalgo Antigoni, poeta, periodista, Venezuela.&lt;br /&gt;Luis Delgado Arria, Poeta, Venezuela&lt;br /&gt;Carmen Castejón Cabeceira, poeta, escritora, artista, España&lt;br /&gt;Marcela Pérez Silva - cantautora – Perú&lt;br /&gt;Alberto Boco - Poeta – Argentina.&lt;br /&gt;Servio Tulio Ochoa, Venezuela.&lt;br /&gt;Rafael Mitrenko, Artista Pintor, Francia.&lt;br /&gt;Norma Segades – Manias, poeta, editora, Argentina.&lt;br /&gt;Rodolfo A Àlvarez, poeta, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Alicia Balista, escritora, periodista. Argentina.&lt;br /&gt;Sara Rosenberg, escritora, Argentina- España&lt;br /&gt;Jorge Boccanera, escritor, Argentina.&lt;br /&gt;Federico Andahazi , escritor, Argentina.&lt;br /&gt;Antonio Gonzàlez Ordoñez, del colectivo radio comunitaria La Rosa de San José 92.3 FM,Venezuela.&lt;br /&gt;Cristina Pacheco, periodista, escritora, México.&lt;br /&gt;José Emilio Pacheco, poeta, México.&lt;br /&gt;Modaira Rubio, poeta y periodista, Venezuela.&lt;br /&gt;Elvira Alejandra Quinterno, escritora, Colombia.&lt;br /&gt;Julia Marichal, actriz, México.&lt;br /&gt;Mauricio Molina Delgado, poeta y profesor universitario, Costa Rica&lt;br /&gt;Colectivo Huellas, Angeles Chantada, Giovanni Rodríguez, Cipriano Antonio Gomez. Venezuela.&lt;br /&gt;Esteban Monge, cantautor, Costa Rica.&lt;br /&gt;Rubén Pagura. Actor, Dramaturgo y cantautor - Costa Rica&lt;br /&gt;Ana María Rodas, escritora, Guatemala.&lt;br /&gt;Antonio Jiménez Paz, poeta (Islas Canarias (España)&lt;br /&gt;Ramòn Soto Urdaneta animador- productor de Radio y Televisiòn- Venezuela.&lt;br /&gt;David Alberto Fuks, escritor,docente universitario,psicólogo y editor. Argentina.&lt;br /&gt;Omar Muñoz..Docente Maracaibo, Venezuela.&lt;br /&gt;eRadioCi - Colombia Informa Radio. Jairo Duque G.- Colombia.&lt;br /&gt;Maria Fischinger - maestra retirada - Perú, USA. Eslovenia&lt;br /&gt;Gian Luca Cupisti, artista y poeta, Italia.&lt;br /&gt;Julio Carabelli, Escritor, Bs. As. Argentina&lt;br /&gt;Myriam Leal, Escritora, Argentina&lt;br /&gt;Editorial Trascendernoa, Fundación Familia y Educación (Tucumán)- Argentina.&lt;br /&gt;Rodolfo Vargas Aignasse, Escritor, Argentina.&lt;br /&gt;Alejandra Burzac, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Feliciano Mejía Hidalgo-Círculo Universal de Embajadores de la Paz - Ginebra, Suiza.&lt;br /&gt;Ana Maria Guerra, Actriz, docente y directora teatral (Argentina)&lt;br /&gt;Centro Cultural Enrique Santos Discepolo de Morón, Pcia de Buenos Aires, Argentina.&lt;br /&gt;Chus Pato, poeta (Galicia) España&lt;br /&gt;Giuliano Mangano, escritor, Italia&lt;br /&gt;Raúl Luis Castillo, poeta, Cuba&lt;br /&gt;Marian García Herrero, historiadora, Caracas, República Bolivariana de Venezuela&lt;br /&gt;Programa de Educacion para la Paz-PROEPAZ-El Agustino.Lima-Perú&lt;br /&gt;Milagros Valdeavellano Roca Rey, Teologa, educadora, Directora de PROEPAZ, Perú&lt;br /&gt;Crisálida Porras, educadora, terapeuta en conducta, poeta, Venezuela&lt;br /&gt;Abraham Nahón, Escritor y Director de la Revista Luna Zeta, México&lt;br /&gt;Ruy Fernando Barboza, psicologo, periodista , Brasil&lt;br /&gt;Patricia Díaz Bialet - Poeta – Argentina&lt;br /&gt;Liliana Celiz, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Rubens Jardim, poeta e jornalista, Brasil.&lt;br /&gt;Paquita Cruz. Pintora - Costa Rica&lt;br /&gt;Stella Maris Taboro, escritora, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Fidelia Caballero Cervantes, poeta, México&lt;br /&gt;Patricia Polo Pina. Estudiante de la UCM. España&lt;br /&gt;Gabriela A Botbol, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Nelly Fida, periodista, poeta y escritora, Argentina.&lt;br /&gt;Gastón Cornejo Bascopé. Médico y Senado de Bolivia.&lt;br /&gt;Silvia Miguens. Escritora. Argentina&lt;br /&gt;Rosa C. Baez "La Polilla Cubana", Difusión de noticias en web.&lt;br /&gt;Adriana Riss. Periodista - Escritora. Argentina&lt;br /&gt;Stella Calloni periodista, escritora, poeta argentina.&lt;br /&gt;Ida Garberi, periodista, Prensa Latina, Cuba&lt;br /&gt;Proyecto de Comunicación Alternativa De Pana!!! en Venezuela.&lt;br /&gt;Alejandro Bovino Maciel, Buenos Aires, Argentina.&lt;br /&gt;Roberto Attias, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Carlos Arturo Trinelli-República Argentina&lt;br /&gt;Ana Silvia Mazía, traductora, Argentina&lt;br /&gt;Ildefonso Finol, escritor y poeta, Centro Nacional Antiimperialista Simón Bolívar. Venezuela&lt;br /&gt;Lidia Cristina Carrizo, escritora, Argentina&lt;br /&gt;Marta Pizzo, poeta, Argentina.&lt;br /&gt;Lya Sierra, poeta y novelista, Colombia&lt;br /&gt;Daniel Wence, poeta, México.&lt;br /&gt;Marcelo Marcolin, escritor, Argentina&lt;br /&gt;Liliana López Foresi, Periodista, Argentina.&lt;br /&gt;Susana Siveau, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Janet N. Gold, academica y escritora, EEUU&lt;br /&gt;Susana Giraudo, poeta, Argentina&lt;br /&gt;Maya Cu, poeta. Educadora, comunicadora, editora independiente. Guatemala&lt;br /&gt;Jorge Luis López Aguilar, poeta, Argentina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escritores que se sumaron a la declaración "Democracia para Honduras":&lt;br /&gt;Raúl Zurita, Poli Délano, Arturo Corcuera, Jaime Quezada, Jorge Boccanera, José María Memet, Cristina Larco, Edmundo Moure, Reynaldo Lacámara, Gregorio Angelcos, Víctor Sáez, Alfredo Lavergne, Jorge Montealegre, Malú Urriola, Pía Barros, Florentino Carreño, Iris Fernández, Ximena Troncoso, Mauricio Barrientos, Rosa Alcayaga, Estela Socias, Marcelo Lira, Jorge Etcheverry, Ángela Montero, Amaro Labra, Gladys Muñoz, Renzo Rosso, Ligia Uribe, Carlos Ordenes Pincheira, Astrid Fugellie, Yolanda Duque Vidal, Cecilia Palma, Horacio Eloy, Omar Cid, Norton Contreras Robledo, Luis E. Aguilera, Jorge Bousoño, Guido Eytel, Ingrid Odgers, América Comparini, Rocío L`Amar, Ulises Rodríguez Zamarripa, Moira Brncic, Galel Cárdenas, Ali Khadaoui, Driss Allouch, Paola Valverde, Luis Arias Manzo, Eduardo Robledo, Rafael Rosado, Siboney del Rey, Nina La Porta, Carlos Benitéz Villodres, Vilma Reyes Díaz, Paulo Monteiro, José Pablo Quevedo, Ernesto Joaniquina Hidalgo, Virginia Vidal, Edmundo Moure, Guillermo Bown, Raquel Flores, Mario Cabrera, Lucyna Yánez, Leonel Ampuero, Dennis Ávila Vargas, Paola Valverde Alier, Norberto Salinas Ollé, Eugenio Redondo, Etnairis Rivera, Marcela Sojo, David Robinson, Diogenes de Sinope, Ruth Baltra Moreno, Mairym Cruz-Bernal, Elizabeth Cazessus, César Guisado, Teresa Calderon, Yevgeny Yevtushenko, Patricio Manns.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Stiamo aggiornando le firme al documento a:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://sociedaddeescritoresdechile.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://sociedaddeescritoresdechile.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://isla_negra.zoomblog.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://isla_negra.zoomblog.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt; (seccion periodico)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;adesioni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="mailto:impaglioneg@yahoo.es"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;impaglioneg@yahoo.es&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7633614904896276744-4268759349023682173?l=novarubedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://novarubedo.blogspot.com/feeds/4268759349023682173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/11/sono-ancora-vivo-francisco-morazan-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/4268759349023682173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7633614904896276744/posts/default/4268759349023682173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://novarubedo.blogspot.com/2009/11/sono-ancora-vivo-francisco-morazan-e.html' title='Sono ancora vivo'/><author><name>Giancarlo Micheli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00221436325949003804</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_IbAZRcvVxCY/SxpA8mrCJXI/AAAAAAAAAAU/10sQaCDC0iI/S220/novarubedo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
