sabato 10 febbraio 2024

Due note critiche brevi

due note critiche brevi al romanzo

Pâris Prassède (Monna Lisa edizioni, 2023)

pubblicate in Literary.it (n.12/2023)


La lettura del romanzo Pâris Prassède, impegnativa per la complessità dei periodi composti da numerose frasi incidentali, parole desuete e rare o appartenenti ad altre lingue, amplia la portata espressiva della narrazione. Il risultato in chi legge è una fascinazione per la storia e una continua sorpresa. Questa prosa mi ricorda Carmelo Bene, che credo facesse un’operazione simile all'interno del teatro. Ricorrendo all’alterazione della voce, alla mimica facciale e alla gestualità ma anche all'invenzione linguistica, ha rivoluzionato la recitazione e la drammaturgia. Così Micheli con questo suo modo forbito, ricco di significati linguistici, a volte armillari e matrioskeschi, amplifica la potenza emozionante del romanzo. Un’opera decisamente singolare nel panorama letterario planetario, per cui ringraziamo la sua architettura ciclopica, monumentale e potente.

Antonino Bove


Il romanzo Pâris Prassède è un viaggio da Haiti, alla Francia e alla Russia, affrontando tutti i grandi movimenti sociali e politici dalla metà dell'Ottocento per arrivare alla rivoluzione russa, all'inizio del ventesimo secolo. Grandi personaggi storici o di finzione. Romanzo attuale per il tema che sottende la trama: la lotta contro i pregiudizi razziali, rappresentata nel protagonista Pâris Prassède, nato in schiavitù, che cerca per tutta la vita di riscattarsi attraverso mille difficoltà e di diventare uomo libero e consapevole del suo proprio valore, in un mondo sempre più complicato e problematico. Romanzo, dunque, di un'attualità preoccupante e evidente.

Jaclyne Augeyrolle


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